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Giro del Cristallina

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3-4-5 Aprile 2009

Il parto di questa trasferta in terra elvetica è stato il culmine di un lungo travaglio per cercare, senza successo, di coinvolgere tutti. Per non prenderci troppo sul serio,andando a dormire dopo aver riempito lo zaino e programmato la sveglia ad orari preoccupanti, ci sistemiamo alla partenza della gita la sera prima. Non per arrivare in cima prima di tutti, ma per dormire due ore di più, naturalmente.

Abbiamo un programma di massima ideato in pochi minuti e sappiamo che le condizioni del tempo e della neve sono favorevoli. Tanto basta, per tutto il resto ci affideremo ad una buona pratica dello scialpinismo-a-vista. Questa volta l’appuntamento è qui a Como, per uno spuntino, che poi diventa un’abbuffata di quanto di meno digeribile il menù possa offrire, che a sua volta si trasforma in una piacevole serata, perchè in fondo la Val Bedretto è vicina e non c’è fretta di salire. Quando facciamo scorrere le chiusure zip dei nostri sacchi è decisamente notte.

All’alba la sveglia suonerà tanto precisa quanto invano; ci vorrà infatti una mezzora abbondante per trovare sufficiente motivazione a saltare in piedi. Una doverosa colazione ed una sistemata di rito agli zaini aprono le danze. Nell’inconfondibile fresco delle mattine di primavera, la giornata si preannuncia splendida. Con andatura scorrevole e godibile risaliamo la valle, ancora fredda e addormentata, coperta dalle ombre lunghe delle cime che la contornano. All’ampia sella del Passo di Valpiana, piacevolmente investiti dai raggi del sole, inauguriamo la lunga serie di togli e metti pelli, alcuni necessari, altri di semplice piacere. Una manciata di belle curve ci deposita sull’ampio pianoro glaciale sottostante; qui riprendiamo a salire fino a guadagnare il passo successivo. Solita trafila: spellare, chiudere gli scarponi, bloccare l’attacco e poi giù per una nuova bella sciata. Con un’altra ora abbondante di salita ci ritroviamo tutti insieme sulla sommità della Cima di Lago a godere della quinta di cime,valli e ghiacciai che ci avvolge tutto attorno. La discesa sarà di soddisfazione, su uno strato di neve farinosa appoggiata ad un fondo compatto e regolare.
L’ultima risalita della giornata ci consegna alle comodità della Capanna Cristallina, una bella architettura contemporanea, lontana anni luce dal kitsch e dalla falsità di tanti,troppi edifici montani. Un parallelipedo, rivestito in listelli di legno naturale, segnato da aperture regolari, che pare appena appoggiato alla montagna, poco sotto una panoramica cresta. Abbiamo tutto il pomeriggio per riposare e rilassarci. Il tempo così trascorso in rifugio, in compagnia, è un indubbio piacere.

Il mattino seguente, varcata la soglia del rifugio, siamo accolti da un cielo azzurro e una temperatura mite, che caricano gli animi e promettono una nuova bella giornata. Si parte in discesa, saliremo infatti alla Cristallina da Est, girandole attorno, per poi scendere dal più gettonato versante occidentale. Un po’ di polvere e un lenzuolo di neve liscia e intonsa ci fa scivolare verso l’appuntamento con gli altri due soci. Riunito il gruppo, rimontiamo un ripido canale, ancora in ombra e gelato; il sole ci attenderà pigramente solo al Passo di Narèt. Ero proprio curioso di affacciarmi su questa valle selvaggia, remota e poco frequentata. La discesa nel vallone sottostante merita la fatica di togliere ancora una volta le pelli. Niente male, qualche bel curvone sul ripido e poi sci dritti finchè l’attrazione gravitazionale lo consente.
Si riprende a salire ripidamente verso la nostra cima; nelle zone incassate l’aria è rovente,immota. Più su per fortuna arriva una leggera brezza a rinfrescarci. Fatto il più della salita, a separarci dalla cima, rimane ora una calvata in cresta che richiede un poco di attenzione. Ancora una volta ci ritroviamo in cima da soli per una piacevole mezz’ora di riposo. Nonostante siano zone piuttosto frequntate, soprattutto in primavera, siamo riusciti a muoverci sempre in solitudine.

Il pendio è sicuro, così, con qualche salto, scendiamo direttamente dalla vetta. La pendenza è sostenuta, la neve polverosa e ancora vergine. Un gran divertimento insomma. Dal rifugio proseguiamo la discesa lungo la Val Torta compiendo così un giro ad anello. Tratti di buona polvere si alternano alla neve primaverile su cui scivolare veloci con traiettorie larghe. Infine,dopo qualche acrobazia nel bosco, raggingiamo il bordo della strada di fondovalle. Per chiudere il cerchio ora non resta che recuperare il mezzo lasciato il giorno prima qualche chilometro più a monte.

Una trasferta così ben riuscita non può non chiudersi che con le gambe sotto al tavolo e un rösti al formaggio dentro al piatto, servito dalla cameriera teutonica dai modi un po’ spigolosi, che non ci risparmia nemmeno un veloce ripasso di fonetica tedesca.

Questa a grandi linee è la mia storia di un bel giro sugli sci. Potrei tediarvi con relazioni, dislivelli,tempi o difficoltà. Oppure dedicarmi al gossip, raccontandovi degli incontri fatti. Ma preferisco chiudere qui, dicendo semplicemente che ne sono proprio contento e ringraziando calorosamente per la compagnia la Giò, Fabio, Angelo, Tambo e Max.

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Written by claus

6 aprile 2009 a 12:05 pm

Pubblicato su scivola

5 Risposte

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  1. bel giro claus, organizzato a regola d’arte :)

    ciao
    m

    cimaxi

    6 aprile 2009 at 2:45 pm

  2. ciao massimo,
    si ne è uscito proprio un bel giro. azzeccata la scelta del percorso, fortunati col tempo, rifugio davvero ottimo! meglio di così…

    claus

    6 aprile 2009 at 6:17 pm

  3. vedo che ultimamente sei ritornato a frequentare la montagna molto assiduamente!

    complimenti comunque per il tour: dev’essere stata un’esperienza molto gratificante

    fraclimb

    10 aprile 2009 at 12:22 pm

  4. si si, sono tornato ai ritmi soliti! anzi negli ultimi finesettimana sono stato in giro proprio tanto; e non ho intenzione di cambiare :)

    se per pasqua,lune e marte sei in giro con gli sci o cerchi compagnia per sciare, sono in Meiental (Uri), basta che mi fai un fischio!

    claus

    10 aprile 2009 at 12:47 pm

  5. beh, son contento che hai ripreso il vizio! mai abbandonarlo!
    ti ringrazio per l’invito, ma questo sarà un week end di roccia (magari martedì si può fare qualcosa, al massimo ti chiamo).
    buone sciate!

    fraclimb

    10 aprile 2009 at 5:02 pm


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