clausBlog

Cascata della Val Boazzo

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Domenica 1 marzo

Dopo moltissimo tempo torno, con grande desiderio, a rapportarmi col più misterioso, effimero e delicato degli elementi. Come ormai da diverse settimane, sono costretto ad organizzare all’ultimo momento. Ancora una volta, sul finire della settimana, la curiosità e l’entusiasmo s’impossessano di me e non posso che assecondare la mia sete d’avventura.
Degli amici sono stati in settimana su questa cascata. E’ dai tempi dei primi maldestri colpi di piccozza che mi piacerebbe salirla e, vista la situazione meteo, capisco che oggi è l’ultimo giorno buono per questa stagione. Dopo un giro di consultazioni recluto due simpatici novizi, ma penso che ci sarei andato anche da solo.
Lasciamo l’auto sulla strada per Morterone e con un erto sentierino ci abbassiamo sul fondo di questa valle scoscesa e selvaggia. In una mezzoretta di avvicanemento a tratti avventuroso siamo alla basse del ghiaccio. Come previsto le condizioni sono al limite, ma è fattibile senza eccessivi pericoli oggettivi. I due ragazzi che sono con me non hanno esperienza, quindi decido di assicurarli almeno sul primo tratto. Con due tiri supero il primo salto, dopodichè ci sleghiamo e proseguiamo liberi sino alla fine. La cascata della val Boazzo è l’ideale per una scalata su ghiaccio molto rilassante, senza troppo stress, in ambiente particolare e piacevole. Le difficoltà sono discontinue, tratti semplici si alternano a qualche salto anche lunghetto e, volendo, anche un paio di passaggi verticali. Nel complesso la cascata non è corta, saranno 400m. Dall’uscita si rientra all’auto con un’ora circa di cammino, fra neve, fiori che iniziano a spuntare nel sottobosco, e uno splendido pascolo da attraversare.
Mi sono divertito, è proprio quello che cercavo per questa domenica mattina. La nebbia e il tempo uggioso hanno reso ovattata e sospesa l’atmosfera nel ventre di questa valle all’ombra del Resegone.

Cantando Marzo porta le sue piogge
la nebbia squarcia il velo
porta la neve sciolta nelle rogge
il riso del disgelo.
Riempi il bicchiere, e con l’inverno butta
la penitenza vana
l’ala del tempo batte troppo in fretta
la guardi, è già lontana.

F. Guccini , Canzone dei dodici mesi

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Written by claus

1 marzo 2009 a 3:54 pm

Pubblicato su rampica

7 Risposte

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  1. Dunque ci sono ancora cascate, ottimo tempismo! Saran le ultime oramai!
    S’ciao!

    flaco

    2 marzo 2009 at 5:51 pm

  2. eh si, per le cascate di quota medio-bassa domenica era davvero l’ultima occasione.
    quando la vagonata di neve in arrivo si assesterà, sarà nuovamente la volta delle vie in quota. e spero quest’anno di combinare qualcosa di bello!

    claus

    2 marzo 2009 at 7:13 pm

  3. la guida di Sertori la da lunga 500m…

    fraclimb

    2 marzo 2009 at 9:43 pm

  4. 500m? bhe in effetti un po’ di ghisa ai polpacci alla fine c’era!

    claus

    3 marzo 2009 at 11:12 am

  5. Lungo la strada per Morterone, c’è sempre il cartello in legno che indica l’inizio del sentiero per raggiungere la cascata?

    Andrea

    3 marzo 2009 at 3:42 pm

  6. sulla strada per Morterone non ci ho fatto caso sinceramente. C’è invece, messo molto in alto, sulla sterrata da cui si stacca il sentiero

    claus

    3 marzo 2009 at 5:00 pm

  7. ehran, valamikor a Culinaris forgalmazta, de azt mondták, senki nem vitte, úgyhogy már nincs. de esküszöm, hogy az ece¡tóstolÃks megér egy külön bécsi kiruccanást!

    Agatha

    9 maggio 2017 at 12:36 pm


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