clausBlog

Sfinge 2006

with 5 comments

E’ stata la prima bellissima scalata in ambiente vero per me,in compagnia di Marco e Diego, conosciuti al corso di alpinismo dei Ragni. Abbiamo deciso tutto in fretta e furia verso mezzogiorno del sabato. Tra ritardi vari siamo partiti dai Bagni alle 20 passate ed arrivati in Omio dopo le 22. La mattina i soci dormono a lungo, si fa poi colazione con calma e ci si incammina verso la parete. I primi due tiri sono di Marco, i due centrali di Diego, gli tre altri miei. La progressione si svolge a ritmi yosemitici fra chiacchiere sigarette e cazzeggi vari. L’ambiente è fantastico e il meteo perfetto con solo delle coreografiche nebbie in risalita dalla Val Codera. Quando tocca tirare a me seguo la mia linea immaginaria e di chiodi non ne trovo. Così finita la corda prendo due bravi chiodini dal mio imbrago e con grande compiacimento e sonore mazzate li pianto a realizzare una solida sosta. Recupero i compagni e parto infine per gli ultimi facili metri che mi condurrano in vetta assieme ad una gran gioia.

Individuare e raggiungere la linea di calata e invece tutto affar mio vista la poca dimestichezza degli amici con queste faccende.

Tornati alla base e poi al rifugio scendiamo con tutta calma in valle, si cena e poi ci si avvia, sempre con calma verso Lecco, dove tra una cosa e l’altra arriveremo a notte!

Esperienza indimenticabile per la scalata, l’entusiasmo, la voglia e la compagnia! a ripensare certe cose mi viene da sorridere.

note tecnico-personali,ovvero raccontare storie attraverso oggetti:

avevamo uno solo zaino enorme in tre lungo la via. Oggi userei un microzaino superleggero.
le mezze corde erano state acquistate il pomeriggio stesso! per la cronaca sono le stesse ottime Cobra II a cui mi lego tutt’ora. A giudicare dalla foto ignoravo ancora il Dynema visto che mi tenevo in spalla 10 pesanti e scomodi cordini dell’8. Avevo il mitico casco a scodella bianco (quello su cui in caso di fulmini ci si può sedere sopra senza sfondarlo) che poi ho regalato a Marlen e sostituito con un trendyssimo Grivel giallo. Le scarpette erano delle fiammanti Testa Rossa comprate un po’ grandi ma che tengo ancora da utilizzare con le calze, mi verranno buone per il Cerro Torre :) I pantaloni li uso ancora. Nella foto sono rossi ed idrorepellenti; ora invece rosa e spelacchiati. I dadi che avevo li ho sostituiti con una doppia serie di stoppers. i friends economici dell’inizio sono stati rimpiazzati da una preziosissima serie di Camalot. Gli eccentrici poi li ho relegati a pezzi da raddoppio o abbandono per vie in fessura. L’imbrago, che è ormai prossimo al pensionamento, era stato comperato l’anno precedente in novembre, il giorno prima di una gelida due giorni in val Formazza con Tommy, quando ancora i tecnicismi dell’alpinismo erano per me un mondo semioscuro. I rinvii (quelli economici ovviamente! dei pesantissimi e scomodi Camp senza keylock) li ho venduti e sostituiti con dei leggerissimi Trango Superfly Wiregate montati su fettucce ultraleggere.

Con Diego non ho più scalato dopo quell’anno. L’ho sentito non molto tempo fa e magari prima o poi ci si accorda per una rimpatriata sulle crode. In montagna aveva fegato e voglia ma mancava di metodo.

Marco idem, non l’ho più sentito. Arrampicava bene, era di compagnia e faceva ridere. Forse perchè veniva dalla pianura non era molto in sintonia con l’ambiente alpestre. La sua specialità erano le notti baldoria prima delle scalate, con relativi ritardi, bidoni e stordimenti del giorno dopo.

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Written by claus

16 giugno 2008 a 7:18 pm

Pubblicato su montagne

5 Risposte

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  1. beh, il look con aria sgamata l’avevi già! e la “scodella” dà un tocco d’antan….

    cimaxi

    17 giugno 2008 at 11:56 am

  2. almeno potevi scrivere che via hai fatto… :-)

    Luca Bono

    17 giugno 2008 at 12:00 pm

  3. ah! il classico spigolo fiorelli, facile ed estetico

    bluecatmx

    17 giugno 2008 at 12:26 pm

  4. a proposito….non è che per caso siete interessati a fare l’ultima scialp della stagione? io ci credo ancora…la zona del Furkapass potrebbe fare al caso. Il Dammastock è un po’ piatto ma col tempo bello merita. oppure ci sarebbe il Galenstock o altre cime ancora in buone condizioni da quelle parti

    bluecatmx

    17 giugno 2008 at 12:37 pm

  5. sì, per lo scialp ci sono ancora buone mete.
    io passo perchè gli sci li ho messi in cantina, dopo un mese di compulsive consultazioni meteo :-), e questo we sono impegnato ai Forni.

    cimaxi

    17 giugno 2008 at 3:14 pm


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