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Pizzo Martello

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oo44d60d7ec59442.jpgPartiamo dal solito ponte di Dangri alle 6 e grazie alla temperatura ancora fresca raggiungiamo la capanna Como in poco più di 3 ore. Saliamo al Passo dell’Orso e da qui scendiamo in Valle del Dosso per poi percorrerne la testata fino nei pressi della Bocchetta di Cama. Infine lungo la cresta W , tenendoci sempre a S del filo,raggiungiamo la vetta. Per la sola salita ci sono volute circa 6 ore e oltre 1800m di dislivello. Ne è valsa decisamente la pena per la bellezza e la solitudine dei luoghi attraversati e per la vista dalla vetta. Dal Pizzo Martello si ha infatti una visuale perfetta su tutta la catena dei Muncech: a W P. Paglia, Mater de Paia, Cima Dermone, Cardinello e giù fino al Passo S. Jorio tutta la dorsale della Valcavargna; a E P. Caurga, P. Campanile, P. San Pio, Pizzo Cavregasco, Pizzo Rabbi, Pizzo Ledù, Sasso Canale e Berlinghera. Al ritorno, dal Passo dell’Orso sono salito da solo anche sul Pizzo della Gratella. In discesa ho sentito gli effetti 2000m di salita. La stanchezza nella discesa è comunque stata alleviata dalla gran quantità di mirtilli che ho mangiato strada facendo e dalla vista dei paesaggi ormai familiari illuminati da una luce del tutto particolare, con il verde brillante dei pascoli,le ombre di faggi e castagni, le forme solide e rassicuranti delle vecchie baite, le pareti e le cime esaltati dalla luce radente e calda del sole che si avvicina all’orizzonte.

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Written by claus

4 agosto 2006 a 7:25 pm

Pubblicato su cammina

5 Risposte

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  1. Sono il compagno di viaggio che ha originariamente chiesto di andare al Pizzo Martello, posizione stupenda ed un paesaggio che non conoscevo. La bella escursione, non certo complicata del punto di vista tecnico, e’ stata pero’ un inferno per quello che mi riguarda… il mio ginocchio ha bisogno di una messa a punto. Quando, nell’ultimo tratto della discesa si percorre una mulattiera con le immagini della via crucis, ho capito che si trattava della punizione per tutti i miei peccati… :)

    Alessio Sangalli

    5 agosto 2006 at 11:09 am

  2. ciao Alessio… si la via crucis serve a quello…quando salendo arrivi davanti all’immagine della deposizione sai che manca poco alla fontana di Baggio.
    Ci sentiamo!

    bluecatmx

    5 agosto 2006 at 11:15 am

  3. a proposito… si è ripreso il tuo ginocchio?

    p.s. quando scarichi le foto dal cel se hai voglia di mandarmele…

    bluecatmx

    5 agosto 2006 at 11:18 am

  4. […] Un grazie speciale all’amico Claus_ che probabilmente ci accompagnera’ nel prossimo futuro… […]

  5. […] Parto la mattina molto presto, arrivato al Ponte di Dangri e posteggiata l’auto la nuvole mi lasciano un po’ perplesso. Ad ogni modo m’incammino verso la mulattiera. I primi 30′ sono i soliti faticosi tornanti che portano a Baggio, un folto gruppo di baite in mezzo ai pascoli e in posizione spettacolare. Bevo un pò d’acqua alla fontana e mi inoltro nella valle. Dal Pianezza e per tutto il tratto in ombra pesto neve, residuo di una stagione di precipitazioni copiose. Salgo poi il ripido pendio sottostante la Capanna Como, alla quale arrivo dopo 3h.30′ di salita. Mi fermo giusto il tempo di mangiare qualcosa e riprendo a salire verso il Passo dell’Orso. A tratti fatico non poco sprofondando fino alla vita nella neve, altri tratti per fortuna sono ben compatti e filo via svelto. In 1h.15′ sono al passo, un posto davvero affascinante e selvaggio. Da qui si ha un’ottima visuale sul circo della val Darengo, sul Pizzo Campanile, sul Sasso Bodengo, sulla cresta della Gratella,sul Pizzo San Pio, e giù verso la Valle del Dosso, sul Pizzo Martello, sul Cardinello e sul Mater de Paia. Dopo qualche foto riparto per salire sulla cima del Pizzo della Gratella. Dal Passo dell’Orso ci si deve portare alla base di due evidenti canali separati da uno sperone, il canale di dx è più facile (II) quello di sx leggermente più impegnativo con un passo di III. Dal colletto in uscita dai canali si sale una o l’altra delle due cime per una breve cresta. Al ritorno scendo molto rapidamente alla capanna grazie alla neve che permette lunghe scivolate controllate. Sulla strada del ritorno tro un vecchio che ritorna da pescare sul fiume, e scendo insieme a lui (nonostante l’età scende tranquillo al mio passo). Lungo il percorso ne approfitto per carpire più informazioni possibili su quelle valli da uno che essendoci nato e cresciuto ne conosce ogni angolo. Da Baggio scendiamo a Dangri più rapidamente del previsto grazie ad una magica scorciatoia nel bosco che mi risparmia la faticosa mulattiera. […]


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