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Sasso Canale – Val di Bares

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Più che una gita è stata una specie di odissea…Partenza prestissimo, salgo in auto fino a Fordeccia (1090m), un gruppo di case poco sotto S. Bartolomeo. Vi si arriva salendo da Gera Lario verso Montemezzo e Bugiallo con un bel pò di tornanti in mezzo al bosco. All'arrivo è ancora buio e c'è una nebbia fittissima. Mi incammino verso S.Bartolomeo da dove parte il sentiero vero e proprio. Qui si sale attraverso boschi di castagni e faggi dove incontro parecchi cacciatori (a cui sono abbastanza allergico). Proseguendo il bosco si dirada per lasciare spazio ai pascoli e si giunge all'Alpe Mezzo (1.10h,+550m,1540m).Il sentiero ora salirebbe attraverso i pascoli ma con la nebbia non riesco ad individuarlo. Proseguo allora lungo la strada sterrata in costa fino ad incontrare il Terminone, lungo muro a secco usato in passato per dividere i pascoli. In inizio a risalirlo per intercettare il sentiero alla sua sommità. Poco sotto i 1800m di quota esco finalmente dalla nebbia e lo spettaccolo che si presenta è davvero eccezionale: sole, cime innevate tutto attorno e sotto il primo mare di nebbia della stagione! Giunto alla sommità del terminone e ritrovato il sentiero inizio a risalire la lunga dorsale che partendo dal Berlinghera arriva fino all'anticima del Sasso Canale. Qui, mentre supero qualche tratto faticoso, un forte vento da nord mi tiene compagnia. Verso quota 2170m il sentiero lascia la cresta per passare sul versante E fino a giungere ai piedi dell'anticima (2396m). Salgo a dare un'occhiata all'orribile ripetitore e qui il vento è davvero fastidioso. Ritorno allora sul sentiero alla volta della cima vera e propria (2410m,3.40h,+870m), vista meravigliosa su tutta la Mesolcina. Dopo la prima e unica sosta della giornata, inizio la discesa dell'impegnativa cresta NNW del Sasso Canale. In realtà non è nulla di tecnicamente difficile, è però un continuo susseguersi di roccette da disarrampicare, ci si muove su terreno infido e sempre esposto…una disattenzione può costare cara. A rendere più accantivante la cosa ho trovato anche zone con neve ghiacciata. Finalmente esco dalle difficoltà e giungo in prossimità del Passo Canale (2210m,4.40h,-200m). Da qui inizia una lunga traversata con continui saliscendi (è difficile quantificarne il dislivello) che passa ai piedi delle pareti del Sasso Campedello e del Pizzo Anna Maria. Infine proseguo fino ai piedi della scura ed imponente parete E del Pizzo Ledù. Da qui l'Alta via del Lario, seguita fino ad ora, risale alla Bocchetta della Ferrata (o intaglio del Ledù) per giungere in breve al vicino Bivacco Petazzi. In teoria non ci sarei dovuto nemmeno arrivare fin qui, cercavo una traccia, segnata sulle carte, che porta all'alpe Alterno di Vercana. Nella realtà di questa traccia non ho trovato nemmeno l'ombra. Qui, ai piedi del Ledù, inizio a dubitare della possibilà arrivare in fondo valle da questo itinirario, ma alla fine inizio a scendere per gande in direzione SE, per raggiunge l'Alpe della Valle. Dall'alto ho la possibilità di vedere solo prima del percorso il resto è immerso nella nebbia. Scelto il percorso più sicuro continuo a scendere fino ad entrare nella nebbia. Qui mi ritrovo in breve dove non volevo assolutamente finire: una zona di ripide placche rocciose. Disarrampicare queste placche è stato davvero un incubo, la roccia è bagnata e si spacca facilmente inoltre è costellata di erba ed arbusti. So di stare rischiando ma il fatto di poter contare solo su di me mi aiuta a concentrarmi e calcolare con precisione i movimenti. Alla ne vengo fuori ma nel mentre è passato molto tempo, si sta facendo tardi. Del sentiero che dovrbbe condurmi in fondovalle ancora non v'è traccia. Continuo a scendere alla volta del prossimo alpeggio. Lo raggiungo faticosamente e con delusione e sconforto trovo solo qualche rudere ,nient'altro. Del sentiero ancora nulla. Seguo ora una debole traccia di capre attraverso il bosco che ben presto scompare cancellata da una frana. Non si passa oltre. Scendo al torrente e proseguo per un po' lungo il suo letto e a tratti dentro l'acqua. Raggiunto un altro alpeggio intravvedo una debole traccia che scende, finalmente è quella giusta!! Il sole si sta già abbassando ed è sicuro che non arriverò per tempo all'auto. Opto quindi per scendere a Dangri e da qui autostoppare a tappe fino a S.Bartolomeo. Finalemente alle 18.30 arrivo al ponte di Dangri e da qui mi incammino, distrutto, lungo la strada per Livo. Da qui in sequenza vado in autostop fino a S.Carlo, poi a Gravedona; prendo l'autobus fino a Gera Lario e ancora autostop fino a Montemezzo e di nuovo fino a Bugiallo. Da qui mi toccano altri 400m di dislivello in salita, al buio, per fortuna che c'e la luna. Alla fine arrivo all'auto dopo le 20.30 assolutamente distrutto…

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Written by claus

9 ottobre 2005 a 7:23 pm

Pubblicato su cammina, montagne

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