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Ritorno alle rocce

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Domenica 8 Marzo

Finalmente oggi una domenica tutta per me! Sono stato ad arrampicare a Galbiate con Luca e Davide. Come sempre alla domenica, questa falesia è piuttosto affollata,ma poco importa. Tutti e tre siamo reduci da una lunga astinenza rocciosa, quindi ci manterremo su cose tranquille e il tono della giornata falesistica sarà più rilassato del solito. La bella giornata e il primo sole caldo del resto si prestano bene. Per quel che mi riguarda posso dire che ho pagato a prezzo pieno la lunga inattività. I piedi non erano più abituati a tale maltrattamento e hanno ricambiato con un gran dolore. Le dita faticano a rimanere chiuse e non sento il baricentro. Insomma, ho scalato in maniera decisamente impacciata. In compenso è stata una bella giornata in compagnia, mi sono divertito. Fatti i tiri sindacali abbiamo chiuso con birra in riva al lago. Per l’arrampicata, dopo l’esordio stagionale di oggi, dovrò lasciar passare quest’altro mese di intenso lavoro,dopodichè potrò dedicarmi con continuità a ritrovare l’armonia con la pietra e a fare nuovi progetti.

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8 Marzo 2009 alle 8:49 pm

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Scadenze

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Un po’ di fatti miei. Nelle ultime cinque o sei settimane non ho fatto altro che lavorare per cercare di concludere la mia tesi di laurea. Ho lavorato tutti i giorni dal mattino presto a sera, con l’unica eccezione di quelle poche ore rubate per andare fugacemente in montagna. Su un foglio ho tracciato una tabella con circa 40 caselle, una per ogni giorno. Ho annotato tutto quello che rimaneva da fare, ripartendolo sulla tabella, poi, per ogni giorno trascorso e porzione di lavoro finita, ho tirato una riga a pennarello.
Questa sera il foglio è completamente coperto di righe nere. Il tempo a mia disposizione è inequivocabilmente esaurito.

Di norma giudicherei patologico un simile modo di fare. Ma il significato di quello che ho fatto, o meglio che ho cercato di fare, è altro dal suo solo e mero valore intrinseco. E’ stato un fatto del tutto personale, una rappresentazione del tentativo di recuperare il tempo e le occasioni gettate per essermi a lungo dimenticato di amare me stesso. Del resto una delle poche cose che ancora ricordo della mia conclusa parentesi cristiana cattolica è proprio quel “ama il prossimo tuo come te stesso”. In fondo è come dire che il metro per misurare l’amore verso l’altro non puo che essere quello stesso che abbiamo per noi e che quindi quest’ultimo, ben lontano dall’egoismo, viene prima d’ogni altro.

Insomma, tutto questo per dire che tra domani e dopodomani scoprirò se tutta la fatica fatta sarà servita ad ottenere ciò che volevo, nel significato di cui sopra. Ovvio che mi sento all’altezza della situazione e anzi attendo bramoso il momento di mettermi alla prova. Per renderlo con una metafora alpinistica, il senso ed il gusto dell’avventura sta tutto nell’incertezza dell’esito. Per questo stasera metto in conto, parafrasando, l’eventualità di non passare quel passaggio chiave obbligato e scabroso.

Se tutto andrà per il verso giusto venerdì sarò a riposarmi al sole, al costo di attraversare un paio di paralleli per trovarlo. Diversamente non lo so ancora.

Written by claus

3 Marzo 2009 alle 7:10 pm

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Cascata della Val Boazzo

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Domenica 1 marzo

Dopo moltissimo tempo torno, con grande desiderio, a rapportarmi col più misterioso, effimero e delicato degli elementi. Come ormai da diverse settimane, sono costretto ad organizzare all’ultimo momento. Ancora una volta, sul finire della settimana, la curiosità e l’entusiasmo s’impossessano di me e non posso che assecondare la mia sete d’avventura.
Degli amici sono stati in settimana su questa cascata. E’ dai tempi dei primi maldestri colpi di piccozza che mi piacerebbe salirla e, vista la situazione meteo, capisco che oggi è l’ultimo giorno buono per questa stagione. Dopo un giro di consultazioni recluto due simpatici novizi, ma penso che ci sarei andato anche da solo.
Lasciamo l’auto sulla strada per Morterone e con un erto sentierino ci abbassiamo sul fondo di questa valle scoscesa e selvaggia. In una mezzoretta di avvicanemento a tratti avventuroso siamo alla basse del ghiaccio. Come previsto le condizioni sono al limite, ma è fattibile senza eccessivi pericoli oggettivi. I due ragazzi che sono con me non hanno esperienza, quindi decido di assicurarli almeno sul primo tratto. Con due tiri supero il primo salto, dopodichè ci sleghiamo e proseguiamo liberi sino alla fine. La cascata della val Boazzo è l’ideale per una scalata su ghiaccio molto rilassante, senza troppo stress, in ambiente particolare e piacevole. Le difficoltà sono discontinue, tratti semplici si alternano a qualche salto anche lunghetto e, volendo, anche un paio di passaggi verticali. Nel complesso la cascata non è corta, saranno 400m. Dall’uscita si rientra all’auto con un’ora circa di cammino, fra neve, fiori che iniziano a spuntare nel sottobosco, e uno splendido pascolo da attraversare.
Mi sono divertito, è proprio quello che cercavo per questa domenica mattina. La nebbia e il tempo uggioso hanno reso ovattata e sospesa l’atmosfera nel ventre di questa valle all’ombra del Resegone.

Cantando Marzo porta le sue piogge
la nebbia squarcia il velo
porta la neve sciolta nelle rogge
il riso del disgelo.
Riempi il bicchiere, e con l’inverno butta
la penitenza vana
l’ala del tempo batte troppo in fretta
la guardi, è già lontana.

F. Guccini , Canzone dei dodici mesi

Written by claus

1 Marzo 2009 alle 3:54 pm

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La Grignetta con gli sci

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Domenica 22 Febbraio

Finalmente! Ma veniamo ai fatti: sabato, mentre lavoro alle mie cose, mi entra in testa uno di quei tarli che niente e nessuno ti può levare. Ho saputo di condizioni strepitose su questa montagna. L’occasione è ghiotta ed imperdibile, capita ogni N anni e per pochi giorni. E non c’è senso del dovere che riesca a tenermi in casa. Nel tardo pomeriggio di ieri ne approfitto per dare una sistemata all’attrezzatura: manutenzione alle pelli e soprattutto una buona affilatura di lamine che non si sa mai… Domenica mattina, sveglia alle 5, solite cose e poi via verso la mia meta. Lungo la statale incontro degli amici del Cai Como diretti in Val Tartano, il loro cordiale invito non affievolisce l’attrazione della discesa che ho in programma. Salendo in auto scruto le due alternative di discesa che ho pensato. Entrambe sono ottimamente innevate ed entrambe non mi sembrano propriamente una passeggiata; non si è ancora levato il sole, il cielo è striato velature alte e mi chiedo chissà come sarà? Tra un paio di ore lo saprò! Ai Resinelli c’è davvero tanta neve, così parto sci ai piedi dall’auto. Imbocco il canale Caimi e, una conversione dopo l’altra, una ogni 40 secondi , guadagno quota. Da metà canale però la pendenza aumentata e i resti di valanga rendono la salita con le pelli una vera tortura. Così, raggiunto un pulpito, metto gli sci sullo zaino e proseguo a piedi. La neve è buona e con un po’ d’attenzione esco velocemente dal canale senza usare nè ramponi nè piccozza. Proseguo la salita al sole lungo la cresta Cermenati e scambiando quattro chiacchiere raggiungo la vetta intorno alle 9. Il timing è perfetto, ho tempo per riposare, fare qualche foto e bere del tè. Temporeggio ancora chiacchierando , nell’attesa del momento ideale per la discesa.

Alla fine calzo gli sci e mi avvio verso il coronamento di questo mio piccolo sogno. Scenderò direttamente sotto la vetta, in un ripido canale, fino alla barra rocciosa. Oltre vedrò poi. Mi rendo conto che in quanto sci-munito, cosa rara su questa cima, attiro la curiosità degli escursionisti che salgono, ora numerosi, in fila lungo la cresta. E la cosa non mi piace molto.

Ovviamente appena parto mi dimentico di tutti, un salto dopo l’altro inizio ad abbassarmi. Le condizioni sono perfette! Proseguo giù lungo il canale, gli spazi sono stretti e la pendenza non cala mai. Curve saltate, calma e la giusta concentrazione, la ricetta è questa e la goduria lievita. Ma il meglio deve ancora arrivare. A metà mi fermo per guardare un po’ attorno: ancora gente che scruta da lontano quello faccio. Vabbè. Esco dal canale prima del salto roccioso e quello che trovo davanti ai miei sci ha del miracoloso. La pendenza rimane sostenuta ma il pendio è più ampio e meno esposto, la neve è perfettamente liscia. Sotto dura e porosa da rigelo, molto mordente. Sopra ci sono due dita di granella leggera che rendono la discesa mordida e ad ogni curva migliaia di questi cristalli iniziano a rotolare a valle luccicando al sole . L’ambiente poi fai il resto. La sciata è commovente, ogni parola in più sarebbe di troppo.

La neve si mantiene ottima fino in fondo. Dal bosco Giulia raggiungo la mia “fuoriserie” sciando nei giardini delle villette. Già, perchè la neve è così tanta che i recinti sono sommersi, spero non si offenda nessuno per la mia firma in giardino! La discesa si conclude inserendo la chiave nel cruscotto sci-ai-piedi.

Che gran mattinata!

Salita Autoscatto di vetta discesa Discesa per caso...

Written by claus

22 Febbraio 2009 alle 4:44 pm

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Monte Bar

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Sabato 14 Febbraio

Questa mattina ho fatto un breve e semplice giro con gli sci sulle solatie pendici di questo panettone appena sopra la città di Lugano. Stranamente per i canoni elvetici, la segnaletica per raggiungere la val Colla è lacunosa e così, nonostante ormai ci sia stato molte volte, ci arrivo sempre per strade diverse. Lascio l’auto nel paese di Corticiasca e risalgo fra le case a piedi. Fà abbastanza freddo e in alto il vento si mostra già rabbioso. Calzati gli sci risalgo per pendii dolci fino a che, inevitabilmente, arriva il vento vero. A margine del bosco metto il piumino e bevo un po’ di tè. La benzina fà il suo dovere e, nonostante la neve scivolosissima per le pelli e il vento che mi sbatte indietro a suo piacimento, mi lascio alle spalle chi mi precede. Inutile salutarsi tanto non si sente niente e ognuno pensa a stare in piedi come può. Oltre il rifugio il vento è veramente incazzato nero e la progressione si fà faticosa e lenta. In prossimità della vetta decido di arrestarmi; mi accovaccio dietro un grosso sastrugio e spello come posso. La discesa non è poi malaccio, ho trovato nevi ben peggiori. Rapidamente mi allontano dalle raffiche, mi fermo solo per scambiare una battuta con tre scialpiniste che salgono. Raggiunta la strada percorro il tratto a piedi con lentezza, c’è un bel sole e cerco di catturarne il più possibile.

Domenica 15 Febbraio

Un’ultima sciata in pista per quest’anno, a Madesimo. Non è che impazzissi dalla voglia di andare in pista, ma per la compagnia ci stava e mi sono divertito. Giornata tersa e splendida, fredda e inizialmente ventosa. Neve davvero abbondante.

soundtrack: CCCP, Enjoy CCCP, Inch’Allah – ça va

Written by claus

14 Febbraio 2009 alle 7:03 pm

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Polvere e stelle

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Ormai mi stanno venendo gli occhi da felino a sciare di notte. Questa volta è toccato al San Primo.

Si, sempre lui, ma d’inverno col plenilunio mi mancava! Per altro con pericolo 4, di notte e da solo, non è che restassero molte alternative sicure.

Parto nel tardo pomeriggio e ci metto un po’ a svincolarmi dal traffico, paralizzato dai lavori di rattoppo del manto stradale martoriato da maltempo e catene. Salgo per il costone più ripido per fare prima e riesco a raggiungere la cresta in tempo per godermi l’ultimo sole. Proseguo poi per lungo saliscendi in cresta in mezzo ad una quantità di neve davvero notevole. Verso nord aggettano grosse cornici solcate da profonde fenditure. Raggiungo la croce ricoperta di galverna che ormai è buio. Fatte le solite cose mi soffermo ancora per un po’ di foto e poi mi preparo a scendere. La luna, che fino ad ora ha giocato a nascondino fra le nuvole e le Grigne in un’atmosfera un po’ spettrale, si è ora decisa a mostrarsi. Così percorro a ritroso la lunga dorsale scivolando alla sua luce. Ancora un’occhiata in giro e poi mi immergo nel buio del pendio settentrionale dove mi godo una bella sciata, prima su neve portante, poi su bella polvere. Semplicemente unico serpeggiare leggeri al buio!

Written by claus

9 Febbraio 2009 alle 8:51 pm

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Scivolata serale

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Ieri mi sono liberato di uno dei tanti impegni che affollano quest’ultimo periodo:  il meno è fatto, ma mi sono levato un peso. Allora, vista la bella giornata di sole, mi sono regalato passeggiata e pranzo all’ombra della Torre del Filarete, fra i muri in laterizio e le colonne delle corti ducali.  Prima di rincasare decido di passare giusto una scappata in ufficio, così la mia passeggiata si prolunga in linea assolutamente retta oltre l’Arco della Pace, su per Corso Sempione.

Al rientro a casa mi si accende la lampadina. Dovrei fare tante altre cose, ma andrò a sciare, poi ci si pensa al resto. E’ ormai metà pomeriggio, quindi mi affretto a raccogliere il minimo indispensabile: frontale, pelli, giacca. Addento un dolce e poi faccio rotta con la mia fedele macchinina e buona musica verso il lago.

Vorrei strafare facendo il giro completo del Generoso con ripellate, ma l’ora e la stanchezza mi fanno preferire una salita al Crocione gustandomi ogni metro.

Salgo rapido, fin troppo, e solo all’ultimo la neve marmorea mi rallenta, costringendomi a delicati equibrismi per rimanere in piedi. Arrivo alla croce proprio quando il tramonto sta infiammando ogni cosa. Resto a lungo in vetta, il cielo si è improvvissamente rasserenato della foschia che fino a poco prima lo offuscava. Ai miei piedi si stende tutto il piano padano, chiuso a sud dai rilievi emiliani e interrotto a occidente dalla piramide del Monviso. Dalla parte opposta tutte le ‘mie’ montagne e i laghi con ombre mordide e lunghissime. Attendo ancora che appaiano le stelle e i pianeti con un’inaspettata sottilissima fetta di luna.  Quando restano solo il buio, il freddo e le luci artificiali mi preparo per scendere alla luce della frontale. Una bella sciata è la ciliegina sulla torta. Al ritorno all’auto trovo la compagnia dei tre cani della Bolla e di un bel capriolo.

Written by claus

28 Gennaio 2009 alle 8:20 pm

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Plenilunio al Cimone di Margno

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Domenica pomeriggio partiamo io, Marlen e il suo cane alla volta della Valsassina. In auto, con un bel sole, percorriamo per intero la valle,ben ammantata di bianco, fino a raggiungere l’Alpe Paglio. Il nostro programma è di salire godendoci il tramonto, attendere la levata della luna e scendere alla suo chiarore. E l’occasione è perfetta visto che la luna si leverà dall’orizzonte locale sul finire del crepuscolo.

Saliamo tranquilli mentre gli ultimi sciatori e qualche scialpinista scendono verso valle. Non passa molto a che ci colga la meraviglia per ciò che ci si mostra. Usciti dal bosco, con la luce infuocata del tramonto, la vista si perde fra montagne, valli, laghi, paesi, città, ombre lunghe e fiammate di luce. A occidente, davanti al sole che scende, il Rosa e gli atri quattromila in fila, lontano il Monviso e vicino le nostre montagne lariane, dalle Grigne al San Primo fino ai Muncech. Alle nostre spalle invece una splendida vista sulle Orobie, dal Legnone al Pizzo dei Tre Signori.

Arriviamo in cima giusto in tempo per sistemarci ed assistere al cambio della guardia fra il sole e la luna e, quando questa è alta a sufficienza per illuminarci la discesa, ci avviamo verso valle. Una picevole e veloce scivolata chiude questa bellissima serata.

Anche se la mia macchina fotografica fosse stata funzionante non avrebbe reso nemmeno lontanamente ciò che abbiamo visto ieri sera.

Written by claus

12 Gennaio 2009 alle 7:45 pm

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vi parlo di…

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Torno a scrivere sul blog dopo quasi due mesi di latitanza. Vi risparmio l’esordio con banalità assortite circa le vicende calendariali, preferisco raccontarvi le cose belle che ho vissuto dall’ultima volta che ho scritto. Dopo la bella giornata trascorsa in Engadina, sono seguite settimane di tempo cattivo e quindi abbiamo trascorso il tempo libero lontano dai monti.

Per il ponte dell’Immacolata io e Marlen siamo andati ad Amsterdam per cinque intensi giorni in questa splendida città. Per la precisione il viaggetto è stato il regalo a sorpresa che lei mi ha fatto per il mio compleanno. Ci siamo divertiti davvero tanto, girando la città in lungo e in largo, a piedi, in bicicletta (bellissimo!), con il battello, il traghetto, il tram… Abbiamo passeggiato lungo i suoi canali e le sue strade, di giorno e di notte, girato per il centro settecentesco come per i quartieri moderni esterni. Abbiamo visto le cose più conosciute inclusi il mercato dei fiori galleggiante, i quadri di Van Gogh e Rembrandt, gli edifici storici, la zona a luci rosse, i kofeeshop ecc… ma anche zone decisamente fuori dalle rotte turistiche. Insomma è stata una bellissima esperienza.

Nei giorni successivi sulle montagna è scesa ancora molta neve e così una mezza giornata sulla neve ce la siamo ritagliata anche noi , con una bella passeggiata in sci e ciaspole sul nostro San Primo. La neve abbondante, un graditissimo sole caldo e il solito ampio panorama ci hanno regalato una piacevole mattinata. Dopo il pomeriggio di riposo, per la nostra cena, optiamo per il sushi, di cui siamo entrambi golosi estimatori.

Il 23 dicembre trascorriamo la giornata sulle piste da sci dei Piani di Bobbio. Marlen è alle primissime armi, ma i progressi sono rapidi e alla fine della giornata se la caverà davvero bene ed entrambi ci divertiamo alla grande. Calato il sole ci stabiliamo al Rifugio Lecco dove in breve ci raggiungono gli amici di on-ice per l’ormai tradizionale cena dell’antivigilia.  La compagnia è ottima e allegra, la cena gustosa e abbondante e la serata trascorre rapida e divertente. Dopo i saluti ci attende la discesa su Barzio alla luce delle frontali, per fortuna quest’anno l’innevamento abbondante rende il tutto più semplice e veloce.

In mezzo abbiamo le festività natalizie; un pranzo molto soft con pochi parenti, belle e piacevolmente oziose giornate con la mia ragazza, lontano da orologi, sveglie e impegni fissi , con tanto tempo per fare quel che più ci aggradava.

L’ultimo giorno dell’anno decidiamo di trascorrerlo in montagna, sulla neve, dormendo in qualche rifugio. Ma la grande novità è che Marlen, per l’occasione vuole iniziare con lo scialpinismo. Bruciando tutte le tappe ci lanciamo con entusiasmo in questo esperimento. Messa acrobaticamente insieme un’ottima attrezzatura, ci lanciamo nell’avventura. La base per il capodanno sarà il rifugio Alpe Piazza, nelle Orobie valtellinesi. Il 31, di buon mattino, lasciamo l’auto lungo la strada per il Passo San Marco e diamo il via alle danze. La salita va benissimo. Salendo cerchiamo di mettere a punto l’abc della tecnica, conversioni, passo-giro ecc… con mia grande soddisfazione Marlen apprende tutto in fretta e bene e da quota 1900m l’allieva batte traccia al maestro in un mare di polvere!

Raggiungiamo un colletto sulla cresta del Monte Lago, per oggi abbiamo già fatto moltissimo e manca ancora la discesa. Spelliamo, beviamo un tè caldo e ci prepariamo per la discesa. Stò qualche metro avanti per scegliere la linea più sicura e agevole. Polvere profonda ovunque, c’è davvero tantissima neve. Anche in discesa Marlen non è da meno. Immagino fosse una gran fatica per lei con quella neve, ma la sua voglia e la sua determinazione e qualche piccola dritta ci permettono di goderci anche belle curve sugli ampi pendii sopra l’alpe. Di ritorno al rifugio, prima di rintanarci al caldo, chiudiamo la giornata sfruttando l’ultimo sole per una ricerca arva.

Dopo una cena e una colazione a base di ogni delizia d’alpe e una doverosa dormita nell’accogliente rifugio, siamo pronti per scendere all’auto. La notte ha nevicato, e così al mattino ci troviamo a firmare per primi questi nuovi ulteriori centimentri di leggerissima neve. La parte di discesa nel bosco fitto è impegnativa ma lei se la cava benissimo e, dove il bosco lascia spazio ai pascoli, la mia ragazza-neo-scialpinista non manca di lasciare la sua firma serpeggiante. Sono davvero soddisfatto e felice di questa esperienza. E’ stato bello condividere le fatiche e le soddisfazioni, insegnare quel che sò, vedere il suo impegno,  i continui miglioramenti e i suoi sorrisi. Credo che gli ingredienti ci siano tutti perchè pelli e sci siano un nuovo ulteriore mezzo per trascorre nuove e belle esperienze assieme, che in fondo è la cosa che più mi interessa.

Per quel che mi riguarda continuo a lavorare per ultimare la tesi e ho iniziato uno stage in uno studio di Milano in cui mi trovo molto bene. Da questo punto di vista il mese di gennaio si annuncia intenso.

Qua vi lascio con la promessa di tornare scrivere sul blog con la solita frequenza. Se per caso avete notato la scomparsa delle foto, di sicuro prima dell’Epifania tutto ritornerà al suo posto e ne arriveranno tante di nuove.

C’è nebbia fitta e sto mangiando del cioccolato fondente. Vi auguro di godervi al meglio il resto delle vacanze.

Written by claus

2 Gennaio 2009 alle 4:05 pm

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Piz Lagrev

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Sabato siamo andati a provare la prima neve della nuova stagione! Siamo io, Marlen, Luca e Laura. C’è anche tutto il resto della banda di on-ice, in totale siamo una trentina sparpagliati lungo il percorso. Noi saliamo tranquilli, è la prima gita e soprattuto vogliamo goderci la giornata. La neve è abbondante e farinosa, il tempo perfetto, la compagni ottima. Così saliamo senza troppa fatica fino alla vetta sciistica. Al riparo dal vento mangiamo e ci soffermiamo a lungo a godere del sole e del panorama. La discesa è semplicemente stupenda, soprattutto in alto, con ancora tanta polvere profonda e immacolata, da pennellare a dovere. Quando arriviamo all’auto è ancora presto e possiamo permetterci di fare con calma. Scendiamo a Piuro a mangiare in un bel crotto con tutti gli altri. Un boccone,un po’ di chiacchiere e il rientro in auto concludono questa fantastica giornata.

Written by claus

16 Novembre 2008 alle 6:58 pm

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