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Archive for the ‘montagne’ Category

Valle Onsernone, il bis

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Detto fatto, la scorsa domenica sono tornato in Valle Onsernone con Marlen. Il programma della giornata era fare un giro in questa bella valle e arrampicare su qualche via tranquilla godendosi il sole caldo. La scelta è ricaduta su “Ove tornar desio”, una placconata ben esposta al sole e circondada da fitti boschi di castagni, faggi e querce. La struttura si raggiunge agevolmente con una bella passeggiata nel bosco. Abbandonata la traccia per le Placche di Paleria in corrispondenza di un cartello in legno con scritta, si seguono gli ometti sino alla sua base. La mattinata è così trascorsa più che piacevolemente.  Ridiscesi all’auto e riposta la ferraglia ci siamo dedicati ad una passeggiata nel paese di Berzona. Per finire in bellezza non manca che la meritata merenda; e allora pane nero e un salamino spettacolare acquistato in un singolare negozio self-service! Purtroppo la macchina fotografica è rimasta a casa, ma basta le parole a dire che è stato bello.

Ora l’autunno delle ultime giornate calde prima dell’inverno, delle arrampicate e delle passeggiate in maglietta pare proprio finito. Il progetto del Caporal è rimandato a primavera, in montagna è arrivata la neve! Cambieremo i vestiti e le mete ma non la voglia di divertisi, star bene e vivere avventure.

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Written by claus

30 Ottobre 2008 alle 10:06 am

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Valle Onsernone, Parete ai monti, Dimitri

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Con Dademaz vado in terra ticinese per una salita infrasettimanale. La meta la decideremo strada facendo: la parete ai monti in valle Onsernone. La via, unica sulla parete, è una di quelle che tante volte ho guardato con interesse salvo poi voltare pagina intimorito dai numerini con la lettera accanto. Ma in un posto così e con questo sole sto setteà seiccì obbl mi suona bene.
L’avvicinamento è ravanoso, seguendo radi ometti in un bel bosco. Qualche indecisione, ma arriviamo comunque all’attacco.
La musica sui primi quattro tiri è la stessa. Gradi sulla carta tranquilli (max 6a+), ma quando ad aprire in placca è passato un placchista di razza, allora c’è da guadagnarsi ogni metro con impegno, grazie anche alla chiodatura sicura ma distanziata che và integrata. La roccia è un ottimo gneiss chiaro e ruvidissimo, con qualche tratto da pulire a causa della scarsa frequentazione. Il primo tiro ha due-tre singoli pepati, ma con qualche micro-giocattolo ci si protegge bene. Sul secondo è utile un binocolo e sul finale ha una liscissima sorpresa…. il terzo ancora aderenze da meditare e il quarto muretti più ripidi e traverso. Al quinto si cambia genere. Bellissima fessura di 6a+ da proteggere e poi placca. E ora tocca alla sesta lunghezza,di 7a, la più bella e la più impegnativa della via, dentro un diedro strapiombante perfetto. Prima parte equilibri precari su muro verticale poi splendida fessura regolare, atletica e strapiombante. Ci stiamo a lungo sul tiro sfruttando ogni diavoleria abbiamo appeso all’imbrago e alla fine guadagnamo la sosta. A questo punto decidiamo di scendere. Col senno di poi si poteva pure proseguire,i tiri dopo anche se di pari grado erano meno continui. Ma va bene così,è stata una bella giornata. Così con un po’ di doppie non proprio comode ci immergiamo nuovamente nel bosco e poi giù fino al paese.

Non ero mai stato in questa valle e l’ho trovata semplicemente stupenda nel suo abito autunnale. Qui, a così breve distanza dall’affollamento della pur bella bassa Valmaggia, si possono trovare silenzio tranquillità e natura per passeggiare o scalare. Da tornarci quanto prima!

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17 Ottobre 2008 alle 9:10 pm

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Falesia del Vaccarese

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Sabato mattina sono tornato in questa bella ed ampia falesia in compagnia di Luca, Fabrizio e due suoi amici. Il tempo è stato mite e il luogo piacevole, proprio come lo ricordavo. Dal punto di vista arrampicatorio la giornata è stata caratterizzata dalla variabilità. Poca voglia su un paio di tiri facili, divertimento e ingaggio su altri più duri. In compagnia di Fabrizio sbaglio di un soffio l’a-vista su una magnifica placca verticale cadendo ormai fuori dal duro. Poi spremo le ultime energie per un’altra bella placca verticale a tacche, questa volta di 6c. Parto decisissimo cercando di fare il più veloce possibile. supero il tratto chiave molto divertente ma poco più sopra sbaglio col chiodo sotto ai piedi. Mi tocca così ripetere la sequenza chiave stancandomi definitivamente e alla penultima protezione mollo. Mi ritengo più che soddisfatto e mi sono divertito. Dopo un ultimo tirello con Luca ripercorriamo il bel sentiero nel bosco fino all’auto

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13 Ottobre 2008 alle 4:51 pm

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Corni di Canzo

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Abbiamo trascorso la domenica passeggiando sulle montagne di casa, in una giornata splendida e mite. Da tempo avevo dicevo a Marlen che prima o poi ci saremmo andati e questa volta l’occasione è stata perfetta per una domenica di relax. Lasciamo l’auto a Valmadrera, saliamo alla frazione Belvedere e poi seguiamo la comoda mulattiera sino a S. Tommaso. Impossibile resistere ai prati che formano un eccezionale balcone affacciato sul piano. Riprendiamo poi a salire lungo il sentiero 4. Lo lasciamo brevemente, una volta raggiunto il crinale, per salire in vetta al Corno Occidentale e goderci un nuovo panorama sulle grigne e la città di Lecco. Proseguiamo ancora fino al rifugio S.E.V. e sul bel prato sottostante ci fermiamo per il pranzo. Ci si sta proprio bene, è caldo, l’erba è ancora verde e a farci da scenografia ora sono il Lago e il Rosa. C’è molta gente in giro, coppie con bimbi piccoli, anziani, skyrunners…ma è un ‘affollamento’ piacevole. Ci rimettiamo in marcia per calcare la cima del Corno Centrale e poi iniziamo la discesa verso Valmadrera per un sentiero più diretto. Ne è uscita una bella camminata su queste piccole montagne, a misura d’uomo, così vicine alla città. Vicinanza che con i suoi contrasti non fà che esaltare la bellezza dei luoghi.

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6 Ottobre 2008 alle 12:46 pm

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Val di Mello, Cochise + Kundalini

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Giornata un po’ ‘così’ in Val di Mello. Partiamo al solito senza le idee chiare sul da farsi. Strada facendo decideremo poi per questa via. Il tempo è insignificante, nè brutto nè bello con nuvole basse a strati un po’ ovunque. Lasciata l’auto al termine della strada percorriamo la breve e piacevole camminata che conduce ai piedi delle Dimore degli Dei. C’è un po’ di traffico ma sono tutti diretti sull’adiacente Kundalini, quindi dovremo condividere solo un sosta. Nell’attesa si chiacchiera un po’ e finalmente si parte.Un lungo traverso a destra, tranquillo e ben proteggibile, porta ad una comoda sosta. Aspettiamo di nuovo il nostro turno e riparto io: traverso sotto il tetto dell’ala di pipistrello e poi prendo la fessura, da proteggere a nut, che permette di guadagnare, con un’uscita non banale, la prima sosta di Cochise. Tocca a Luca ma al primo spit decide di scendere e mi cede in blocco la via. Il primo tiro è rilassante con l’unica difficoltà sul passaggio iniziale, per il resto è una bella placca di movimento su svasi e “funghetti” , col culo ben parato. Il secondo, dopo qualche metro di giardinaggio oppone un singolo impegnativo per concatenare due concrezioni. Sul terzo tiro le difficoltà sono minori, compensate dalla chiodatura un po’ più lunga. Qua si conclude Cochise, a mio parere una via molto piacevole e ottimamente ri-attrezzata (a fix inox al posto dei tasselli da 8 usati in apertura), di media difficoltà, che propone un’arrampicata per nulla faticosa e passaggi di gran soddisfazione motoria.

1988. I giovanissimi locali imparano la nuova lezione.Maspes e Stefano Mogavero apprendono l’uso del perforatore e aprono dal basso un’altra via destinata a divenire classica, Cochise, una grossa variante diretta della classica Kundalini, lungo una placca già percorsa in precedenza da Massimo Sala e C. Il Sala perdona poi il sedicenne Rampikino che ripete l’Amplesso Complesso del Precipizio togliendo un misterioso spit aggiunto sul tiro chiave da ignoti… fonte valdimello.it / rampik

Se si chiude la salita a questo punto è una via da mezza giornata. Proseguendo sulla parte finale di Kundalini diventa un po’ più interessante. Tagliamo dal Bosco dei Folletti ritrovando un po’ di traffico. Da qui salgo una facile placca fessurata poi tocca a Luca su un lungo traverso a sinistra facilmente proteggibile. Di nuovo io sulla penultima lunghezza che presenta un passaggio di VI+ in dulfer oltre uno spigoletto. Lo stesso spigoletto che strozza le corde e costringe a tirare come animali da soma per guadagnare la sosta. Dopo un po’ di casino con l’altra cordata tocca a Luca uscire dalla via con un’ultima semplice lunghezza.

Val di Mello, Dimore degli Dei Val di Mello, Dimore degli Dei Val di Mello, Dimore degli Dei Val di Mello, Dimore degli Dei Val di Mello, Dimore degli Dei

Written by claus

22 Settembre 2008 alle 3:46 pm

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Torrioni del Biollè

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Il giorno seguente, dopo una bella dormita e sveglia comoda andiamo ai Torrioni del Biollè. Il tempo è ottimo e questa volta l’ambiente è solare e amichevole. Lasciata l’auto alla fine della strada iniziamo una piacevolissima camminata a mezza costa. Attraversiamo splendidi boschi di faggi e betulle, prati, nuclei di vecchie baite e torrenti. Il panorama è ampio e spazia su tutta la valle, dalla pianura torinese fino alla Ciamarella. In mezzo a tanta meraviglia della natura , chi come me si diverte sulla pietra, non può non notare la gran quantità di giochi rocciosi disseminati sulle pendici di questi monti. Neanche a dirlo, su queste rocce, come su quelle della vicina Valle dell’Orco si abbattè l’onda rivoluzionaria del Nuovo Mattino. Tornando a noi invece, la mattinata è trascorsa tranquilla e fin troppo veloce, con gli avambracci ancora un po’ provati dal giorno prima.
E a questo punto non mi resta che ringraziare Marco per l’ospitalità e la compagnia.

Written by claus

1 Settembre 2008 alle 12:15 pm

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Vallone di Sea, Parete dei Titani

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Parete dei TitaniDopo aver accantonato un progetto in quota decidiamo per una scalata su roccia. Compagno di cordata è Marco, che conoscerò di persona per l’occasione, dopo anni di conoscenza telematica. Raccolgo così l’invito ad andare nelle Valli di Lanzo. L’idea di andare a scalare in un posto nuovo mi attira molto. Leggo il poco materiale disponibile in rete per farmi un’idea delle possibilità nella zona e alla fine, per il primo giorno, propongo a Marco la Parete dei Titani nel vallone di Sea.
Parto di buon’ora, il viaggio è lunghetto ma fila veloce. Ci incontriamo e saliamo assieme fino al termine della strada che risale la Val Grande di Lanzo. Ci incamminiamo così verso l’imbocco del Vallone di Sea. Bastano pochi passi affinchè la valle mostri al viandante la sua durezza. A parte il sentiero di fondo valle non esiste altro segno di addomesticamento. Ovunque si guardi si vedono solo verticali e geometriche pareti di roccia scura, ripidi canaloni e boschi sospesi.
Guadare il torrente, gonfio e limaccioso, è il primo ostacolo. Saliamo poi in direzione della parete fino all’attacco della nostra Titanic fra i massi e la folta vegetazione. Il guado ci ha fatto perdere parecchio tempo, ma per fortuna non abbastanza da compromettere la salita.
Si parte col primo tiro, 6b, un diedro aperto cui segue un tetto atletico. Dalla sosta si prende il lunghissimo e regolare sistema di diedri e fessure che caratterizza tutta la via. Dopo un secondo tiro di 6b su fessurina di dita e diedro seguono quattro lunghezze di corda con difficoltà intorno al 6a+ e un’ultima di 6c. Numeri a parte, la cosa che mi ha impressionato di questa via è l’assoluta continuità: non un solo metro facile, ma lunghe sequenze di opposizioni, sostituzioni ed incastri su di una geometria verticale perfetta. Dall’uscita scendiamo velocemente alla base con alcune doppie aeree.
Ora non ci resta che riporre il materiale nello zaino e scendere a valle. La serata si concluderà con una pizza veloce e poi a letto presto.
Del Vallone di Sea mi è rimasta l’impressione di un mondo a sè, selvaggio, duro, con le sue regole. Sono contento e soddisfatto di essermici anche solo affacciato,seguendo le orme del mito,della storia,delle visionarie esplorazioni di Giampiero Motti e Giancarlo Grassi

Marco incastra Doppie dalla Parete dei Titani, Vallone di Sea Vallone di Sea

Written by claus

29 Agosto 2008 alle 1:02 pm

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Vacanze 2008 #4

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L’indomani è di nuovo giorno di relax. Passiamo oziosamente la mattinata girovagando un po’. Il pomeriggio decidiamo che per la sera si farà una bella grigliata. Compriamo una quantità indegna di carne di agnello appena macellato e un’ottima bottiglia di Montepulciano e partiamo in esplorazione con l’auto per trovarci il posto adatto (sarebbe troppo scontato farla in campeggio!). Facciamo un bel po’ di strada passando per luoghi affascinanti e selvaggi. Poco dopo S. Stefano Sessanio, nei pressi della Rocca di Calascio troviamo finalmente il posto che ci aggrada. Inutile dire che carne e vino sono stati davvero ottimi. Ora il problema sarebbe piuttosto capire se le poche ore di sonno che ci restano da dormire al rientro sia sufficienti a smaltire l’abbuffata. Il mattino dopo infatti andremo a scalare al Corno Grande.
Ad ogni modo alla mattina percorriamo la lunga strada fino a Campo Imperatore e ci incamminiamo un po’ intorpiditi. La giornata è, tanto per cambiare, perfetta. Un vento freddo ci terrà però compagnia per tutta la scalata. Trovato senza intoppi l’attacco dell’evidente spigolo SSE, ci copriamo con tutto quello che c’è nello zaino e partiamo veloci sperando di arrivare presto al sole, che non tarderà a darci sollievo col suo tepore. Nelle prime lunghezze non trovo soste così attrezzo interamente, l’arrampicata è nel più classico stile dolomitico, un po’ rude con talvolta qualche appiglio o appoggio da usare con cautela. La zona centrale dello spigolo riserva le maggiori difficoltà tecniche ma sopratutto di orientamento. Devo cercare un traverso a sinistra a prendere un diedro. Il primo tentativo fallisce, non è quello giusto e devo ritornare sui miei passi. Poi Marlen intuisce il passaggio che si rivela corretto. La salita riprende così più spedita.E’ semplicemente tutto bello e l’ambiente è di prim’ordine. Raggiunta la vetta occidentale proseguiamo ancora per cresta in conserva e, ormai in vista della vetta principale ci sleghiamo.
Finalmente calchiamo la cima di questa bella montagna. Dopo una salita in completa solitudine fa un po’ strano trovare un piccola folla di escursionisti assiepati intorno alla croce. Ci soffermiamo qui un bel po’, mangiamo, firmiamo il libro, e ci godiamo il sole e lo splendido panorama. La discesa non sarà brevissima. Lasciamo il sentiero affollato per seguire la lunga cresta W. Finita finalemente la roccia ci resta solo una lunga camminata per prati da cui possiamo ammirare la linea appena salita. Arriviamo all’auto stanchi ma più che soddisfatti. Una bella doccia e una buona cena sarà il modo migliore per concludere la giornata. Con questa scalata è anche terminata il nostro soggiorno sul Gran Sasso…il giorno dopo “via!verso nuove avventure!”

Written by claus

29 Agosto 2008 alle 12:08 pm

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Grignetta, giro del Fungo

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Per questa domenica eravamo orientati su qualcosa di tranquillo e vicino casa. La scelta ricade sulla Grignetta. Decidiamo per il giro del Fungo per una combinazione tranquilla che permette di salire in sequenza la Torre, il Fungo e la Lancia, raccordando le tre vie con alcune calate in doppia. La giornata è splendida, non una nuvola e una piacevole temperatura. Percorriamo la solita Direttissima e poi il sentierino fino all’attacco della via Corti alla Torre. Dalla cima della Torre ci caliamo all’attacco della via normale al Fungo. Con l’ultima estetica lunghezza, che aggira il grande tetto, raggiungiamo la sommità e ci ritroviamo assieme a mangiare e godere del caldo sole. Poi, dopo l’inflazionata doppia nel vuoto, saliamo gli ultimi due tiri della giornata che ci consegnano alla cima della Lancia. Fatta l’ultima doppia, recuperiamo gli zaini e ci incamminiamo verso l’auto. La giornata si conclude seduti tranquillamente al sole con pizza e cocacola.

foto di Signalkuppe

Written by claus

26 Agosto 2008 alle 12:45 pm

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Vacanze 2008 #3

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Questa volta da Prati di Tivo prendiamo la seggiovia. Dalla stazione raggiungiamo velocemente la base della Prima Spalla fino all’attacco di Attenti alle clessidre. La salita si svolge per belle placche bianche, puntellate di provvidenziali clessidre da inseguire e rinviare. Alla fine si rivelerà la prima, fra le vie che ho percorso sin’ora, in cui non incontro un solo grammo di ferro!

E’ un’altra giornata di cielo terso e brezza fresca, la parete è aperta e solare e questa volta è tutta per noi. Davvero magnifico. Fino a metà parete troviamo qualche cordone in clessidra, poi probabilemte piego troppo a destra e per 4 lunghezze non trovo nessuna traccia di passaggio nè soste. Proteggiamo comunque bene con clessidre, tricams e friends. Per facili ma bellissime placche usciamo infine in vetta. Ci sleghiamo e ci godiamo un po’ di riposo mangiando qualcosa. Sistemato il materiale facciamo il punto per la discesa. Le doppie sono da escludere, sarebbe una ravanata. Prendiamo un erto sentiero che con bel percorso ci conduce fino alla Sella Due Corni. Da qui, passando per il rifugio Franchetti, scendiamo come fulmini per prendere la seggiovia (la maledetta chiude prestissimo!). All’auto finalmente possiamo riposarci e bere. Siamo davvero soddisfatti. Ci fermiamo di nuovo in paese per la spesa di cose buone e poi rientriamo alla base. Rientro che ci ha visti coinvolti in una comica avventura stradale per aver letto distrattamente le indicazioni…

Written by claus

24 Agosto 2008 alle 6:21 pm

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