clausBlog

Archive for Novembre 2008

Piz Lagrev

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Sabato siamo andati a provare la prima neve della nuova stagione! Siamo io, Marlen, Luca e Laura. C’è anche tutto il resto della banda di on-ice, in totale siamo una trentina sparpagliati lungo il percorso. Noi saliamo tranquilli, è la prima gita e soprattuto vogliamo goderci la giornata. La neve è abbondante e farinosa, il tempo perfetto, la compagni ottima. Così saliamo senza troppa fatica fino alla vetta sciistica. Al riparo dal vento mangiamo e ci soffermiamo a lungo a godere del sole e del panorama. La discesa è semplicemente stupenda, soprattutto in alto, con ancora tanta polvere profonda e immacolata, da pennellare a dovere. Quando arriviamo all’auto è ancora presto e possiamo permetterci di fare con calma. Scendiamo a Piuro a mangiare in un bel crotto con tutti gli altri. Un boccone,un po’ di chiacchiere e il rientro in auto concludono questa fantastica giornata.

Written by claus

16 Novembre 2008 alle 6:58 pm

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ciao Andrea

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La mia mattinata è stata scossa dalla notizia della sua morte. Non avevamo ancora avuto modo di incontrarci nonostante varie volte ci fossimo sentiti per andare a scalare assieme. Per un motivo o per l’altro non abbiamo mai combinato, ma ero sicuro che, vista la sua grande passione e intraprendenza, avremmo prima o poi fatto una salita.
La dinamica dell’incidente non importa, è morto facendo quello che gli piaceva, inseguendo qualche effimero sogno o ,più semplicemente, il desiderio di divertirsi, passare una giornata in compagnia, condividere un’esperienza, sentirsi vivo.
Mi hanno detto che cercava il modo di vivere in montagna, di montagna e con la montagna. Mi piace immaginarlo come un ragazzo appassionato e in cerca del sua strada.

Anche se non ti conoscevo mi dispiace davvero. ciao

Written by claus

10 Novembre 2008 alle 6:30 pm

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di Facebook ed altri dèmoni postmoderni

con 8 commenti

Da qualche giorno sono affetto da “nausea informatica saturativa“. Sto lavorando alla mia tesi di laurea che consiste – che fantasia! – in un progetto d’architettura. Quindi sono a casa, davanti alla mia scatola luminosa, per un bel po’ di tempo al giorno. Se a questo aggiungo blogs, news, flickr, forum ecc…ecco spiegato il mio stato di insofferenza telematica.

Ad inizio settimana poi m’è venuto in mente di iscrivermi a Facebook. Non mi serviva a niente di particolare,solo pura curiosità di vedere cosa fosse questo tanto famigerato “social network”.

L’iscrizione richiede pochi passaggi e, in breve tempo, si può addobbare il proprio profilo di foto ed informazioni d’ogni genere. Metto un minimo di dati, qualche foto mia e in compagnia della mia ragazza, una foto d’arrampicata, dopodichè clicco il magico link “amici”. Mi limito a “”fare amicizia”" con la mia ragazza (!!) e con un amico di vecchia data, tanto per curiosare un po’. Nel mentre, in un box laterale, seguitano a scorrere gli avatar di ex compagni di liceo mai più rivisti, compagni di università, amici di amici di costoro, perfetti sconosciuti.

Non ci metto molto a rendermi conto che tutto questo mi è come minimo di dubbià utilità. Si può scrivere sulla pagina di un utente, mettere commenti, foto, chattare, scambiarsi messaggi privati. Ci sono poi un’infinità di gruppi. Insomma niente di nuovo, se non questa alienante esasperazione dell’espandere in continuo la rete dei contatti.

La possibilità di inserire messaggi nelle bacheche si limita a frasi-status. I gruppi mi sembrano decisamente scomodi da usare, di certo a questo scopo ci sono servizi più adeguati. Le foto hanno spazio illimitato; sarà solo una mia impressione , ma mi sembra che anche una immagine significativa si perda in quel contesto. Per farla breve non mi è piaciuto per niente questo Facebook, è caotico e artificioso e, ripeto, fa cose che altri servizi fanno meglio. Per certi versi mi pare che sia fatto ad hoc per succhiare il tempo agli utenti; ad esempio, mancano del tutto i feed RSS.

Fino a questo punto parlo per opinione personale, a me non piace, lo trovo poco utile, a volte irritante e un po’ mi inquieta persino. Detto questo sia chiaro che non voglio certo giudicare gli n-mila iscritti entusiasti, nè fare l’apologia dei tempi in cui dal modem ci passavano le BBS o NNTP.

Ora arriva il fatto più spiacevole. Vista l’esperienza, ho preso seriamente in considerazione anche l’eventualità di rimuovere l’account da Facebook che, oltre a non servirmi a nulla m’ha addirittura un po’ turbato.  In fin dei conti con la mia ragazza non ho certo bisogno di un social network e per il mio amico di vecchia data avrò molto più piacere a cercare qualche occasione di scambiare quattro chiacchiere di persona! Cerco così nei menù il pulsante per un’eventuale cancellazione dell’account , ma, con sorpresa, trovo solo un ambiguo “disattiva account“. Una veloce ricerca sul web dà conferma al mio timore: ciò che con qualsiasi altro servizio è possibile fare con un click, cancellare il proprio account, su facebook è un’impresa dal dubbio epilogo.

Disattivando l’account, tutti i messaggi, le foto e le informazioni pubblicate restano visibili. Esiste la funzione per cancellare l’account, peccato che non sia immediata e si limiti a rendere invisibili i dati, conservandone però copia sul server. A riprova che non si tratta di paranoia d’orwelliana fantasia, basta leggere le condizioni d’uso del servizio: “gli utenti accettano che Facebook mantenga delle copie archiviate dei contenuti dei profili” e ancora “le informazioni rimosse possono rimanere come copie di back up per un tempo ragionevole”[1]. Che Facebook fosse la più grande cloaca a sfondo “Commercial Information Gathering” che s’era mai vista sul web, era chiaro fin da subito[2]. L’unico modo (si spera!) di ripulire i propri dati è di eliminare fisicamente uno ad uno i contenuti inseriti e poi richiedere la cancellazione dell’account.

Questa esperienza mi ha portato a riflettere su quanto spesso si celi dell’assurdo nel nostro rapporto con i “social network” e tutte le altre luccicanti prodezze del web 2.0 . Sono talvolta così subdole che si finisce per esserne ostaggi inermi e inconsapevoli. Lungi da me fare del cyber-luddismo, anche se, a volte, qualche colpo di martello ben assestato farebbe un gran bene. Basterebbe in realtà cercare di ricordarsi di innaffiare regolarmente il seme della critica. Usare senza essere usati, senza farsi contagiare dal delirio.
Il mio cervello e il mio sistema nervoso centrale iniziano a dare segni di sovversiva irrequietezza, nelle strade laterali si covano telluriche incursioni.
Ripenserò radicalmente ai mezzi e al loro uso, al tempo dedicato loro,al se e a cosa servono.

Posso anticiparvi che il mio blog rimarrà, nella sostanza, quello che è, anche se, prossimamente, spenderò magari qualche parola anche su questo. Mi piace il blog, è un ottimo strumento quando si vuole scrivere ad un pubblico potenzialmente illimitato. Mi piace perchè mi porta a condividere informazioni ed esperienze e perchè mi “obbliga” a riordinare dei pensieri, dargli parola, struttura e forma per poterli comunicare.
Per la lettura dei blog che mi piacciono invece, ormai da tempo, uso solo i feed. Gran risparmio di tempo e massima comodità! E se sentite il desisiderio di aprire un blog o una pagina non fatelo con orrori tipo myspace o spaces.live.com …

Frequento due o tre forum intorno alla montagna, li trovo un’utilissima fonte di informazione, di scambio e confronto di idee ed esperienze. Tramite questi forum ho conosciuto sempre ottime persone con cui ho condiviso belle esperienze. Soluzione per evitare di starci incollati e scrivere inutilità: visite a cadenza massimo giornaliera in cui concentrare la consultazione degli argomenti e la partecipazione attiva con contributi interessanti e costruttivi, se non si ha nulla da dire meglio un decoroso silenzio. Riguardo ai siti di montagna che contengo report uso, di nuovo, i feed RSS, nella speranza che quelli che ancora non li hanno creati lo facciano celermente. Nell’attesa non li guardo!

Altro capitolo: le previsioni meteo e nivometeo. Questa voce per fortuna non pesa così tanto sul bilancio, organizzando bene i preferiti le si possono cosultare rapidissimamente. Alcuni servizi offrono anche riassunti settimanali e archivi cui eventualmente far riferimento per valutare, per esempio, una gita scialpinistica.

Flickr: e’ un bello spazio per archiviare e condividere le proprio foto. E’ bene orientato tematicamente alla fotografia e dispone di tutti gli strumenti per un suo uso semplice e veloce. Ha, credo, una bassa tendenza a fagocitare tempo ed energie.

Email, istant massaging, chat, gruppi, news: gmail e tutti gli strumenti google sono degli ottimi strumenti, direi al momento impareggiabili. Ho alcune riserve sulla privacy ma non mi dilungo a riguardo. Con google reader si possono consultare i feed di tutti i siti che ci interessano senza perder tempo a visitare i siti stessi.
Per le news e i gruppi ho risolto semplicemente con i feed ed eventualmente con notifiche via mail.
Skype, MSN e simili li uso al pari del cellulare, per sentire una persona cara temporaneamente lontana, salutare un amico che non vedo da un po’ o per mettermi d’accordo a che ora partire, chi porta le corde, chi il salame. Usati in questo modo evitano di arricchire le compagnie telefoniche e sono decisamente comodi. Esagerare è come al solito deleterio.

Il web: google, di nuovo, semplifica molto la vita nel cercare informazioni. Quindi quel che resta da fare è capire quali informazioni servono veramente e quali no e come cercale nel modo più efficace e veloce possibile.

Il lavoro: qua la storia è complessa, merita un discorso a parte.

Tutto il resto al momento semplicemente non mi serve se non , nel migliore dei casi, a rubarmi tempo ed energia che posso dedicare a ben altro, più piacevole, bello, divertente o utile.

Infine, se posso lasciare un consiglio a quelli che avranno la pazienza di leggere questo mio sfogo, voglio dire siate critici, ma non ideologici, usate la facoltà del dubbio, l’intelligenza, interrogatevi ed interrogate, sappiate dividere. Guardatevi da ciò che non ha l’interruttore, che promette di portarvi il mondo sempre e ovunque e dalle realtà parallele. E questo pensiero è ancor più forte nei confronti di quanti, con qualche anno in meno di me, in mezzo a tutto questo ci stanno crescendo.

Written by claus

7 Novembre 2008 alle 12:35 pm

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Falesia di Cranna

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Venerdì sera sento Luca, ma non decido nulla, la pioggia che continua a cadere non mi incoraggia. Al mattino però il tempo pare un po’ meglio, quantomeno non piove! Così recupero rapidamente il materiale e parto. La meta sarà questa falesia poco sopra Chiavenna e a breve distanza dalla strada del Maloja. Strada facendo ci incontriamo ad orario relax col resto dei partecipanti dalla Valtellina: Giovanna, Volpe, Mauro e Bubino. Il posto è abbastanza cattivo e con quel cielo è pure un po’ tetro. La parete strapiomba costantemente e questo ci ha permesso di trovare roccia tutto sommato asciutta in mezzo a tutto il resto fradicio. L’arrampicata impegna a fondo e in quattro o cinque tiri gli avambracci si fondono: riscaldamento su un 6b+, un bel tiro, a detta dei locals il migliore. Poi saliamo un altro 6b+, un 6c+ e forse qualcos’altro, per poi uscire dai confini della galassia sin’ora, a me ,conosciuta con un paio di 7b. Alla fine esce addirittura il sole e una bella schiarita ci regala la vista della Bregaglia innevata. La giornata passa piacevole, gli amici di Giovanna sono ‘fuori’, spassosissimi, danno spettacolo sparando cazzate a non finire (e scalando di brutto). Merenda a pane e pancetta per festeggiare il compleanno di Luca, ancora un po’ di chiacchiere e poi con calma verso casa.

Written by claus

2 Novembre 2008 alle 9:11 pm

Pubblicato in rampica