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Archive for Ottobre 2008

Valle Onsernone, il bis

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Detto fatto, la scorsa domenica sono tornato in Valle Onsernone con Marlen. Il programma della giornata era fare un giro in questa bella valle e arrampicare su qualche via tranquilla godendosi il sole caldo. La scelta è ricaduta su “Ove tornar desio”, una placconata ben esposta al sole e circondada da fitti boschi di castagni, faggi e querce. La struttura si raggiunge agevolmente con una bella passeggiata nel bosco. Abbandonata la traccia per le Placche di Paleria in corrispondenza di un cartello in legno con scritta, si seguono gli ometti sino alla sua base. La mattinata è così trascorsa più che piacevolemente.  Ridiscesi all’auto e riposta la ferraglia ci siamo dedicati ad una passeggiata nel paese di Berzona. Per finire in bellezza non manca che la meritata merenda; e allora pane nero e un salamino spettacolare acquistato in un singolare negozio self-service! Purtroppo la macchina fotografica è rimasta a casa, ma basta le parole a dire che è stato bello.

Ora l’autunno delle ultime giornate calde prima dell’inverno, delle arrampicate e delle passeggiate in maglietta pare proprio finito. Il progetto del Caporal è rimandato a primavera, in montagna è arrivata la neve! Cambieremo i vestiti e le mete ma non la voglia di divertisi, star bene e vivere avventure.

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Written by claus

30 Ottobre 2008 alle 10:06 am

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Valle Onsernone, Parete ai monti, Dimitri

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Con Dademaz vado in terra ticinese per una salita infrasettimanale. La meta la decideremo strada facendo: la parete ai monti in valle Onsernone. La via, unica sulla parete, è una di quelle che tante volte ho guardato con interesse salvo poi voltare pagina intimorito dai numerini con la lettera accanto. Ma in un posto così e con questo sole sto setteà seiccì obbl mi suona bene.
L’avvicinamento è ravanoso, seguendo radi ometti in un bel bosco. Qualche indecisione, ma arriviamo comunque all’attacco.
La musica sui primi quattro tiri è la stessa. Gradi sulla carta tranquilli (max 6a+), ma quando ad aprire in placca è passato un placchista di razza, allora c’è da guadagnarsi ogni metro con impegno, grazie anche alla chiodatura sicura ma distanziata che và integrata. La roccia è un ottimo gneiss chiaro e ruvidissimo, con qualche tratto da pulire a causa della scarsa frequentazione. Il primo tiro ha due-tre singoli pepati, ma con qualche micro-giocattolo ci si protegge bene. Sul secondo è utile un binocolo e sul finale ha una liscissima sorpresa…. il terzo ancora aderenze da meditare e il quarto muretti più ripidi e traverso. Al quinto si cambia genere. Bellissima fessura di 6a+ da proteggere e poi placca. E ora tocca alla sesta lunghezza,di 7a, la più bella e la più impegnativa della via, dentro un diedro strapiombante perfetto. Prima parte equilibri precari su muro verticale poi splendida fessura regolare, atletica e strapiombante. Ci stiamo a lungo sul tiro sfruttando ogni diavoleria abbiamo appeso all’imbrago e alla fine guadagnamo la sosta. A questo punto decidiamo di scendere. Col senno di poi si poteva pure proseguire,i tiri dopo anche se di pari grado erano meno continui. Ma va bene così,è stata una bella giornata. Così con un po’ di doppie non proprio comode ci immergiamo nuovamente nel bosco e poi giù fino al paese.

Non ero mai stato in questa valle e l’ho trovata semplicemente stupenda nel suo abito autunnale. Qui, a così breve distanza dall’affollamento della pur bella bassa Valmaggia, si possono trovare silenzio tranquillità e natura per passeggiare o scalare. Da tornarci quanto prima!

Written by claus

17 Ottobre 2008 alle 9:10 pm

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Falesia del Vaccarese

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Sabato mattina sono tornato in questa bella ed ampia falesia in compagnia di Luca, Fabrizio e due suoi amici. Il tempo è stato mite e il luogo piacevole, proprio come lo ricordavo. Dal punto di vista arrampicatorio la giornata è stata caratterizzata dalla variabilità. Poca voglia su un paio di tiri facili, divertimento e ingaggio su altri più duri. In compagnia di Fabrizio sbaglio di un soffio l’a-vista su una magnifica placca verticale cadendo ormai fuori dal duro. Poi spremo le ultime energie per un’altra bella placca verticale a tacche, questa volta di 6c. Parto decisissimo cercando di fare il più veloce possibile. supero il tratto chiave molto divertente ma poco più sopra sbaglio col chiodo sotto ai piedi. Mi tocca così ripetere la sequenza chiave stancandomi definitivamente e alla penultima protezione mollo. Mi ritengo più che soddisfatto e mi sono divertito. Dopo un ultimo tirello con Luca ripercorriamo il bel sentiero nel bosco fino all’auto

Written by claus

13 Ottobre 2008 alle 4:51 pm

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Corni di Canzo

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Abbiamo trascorso la domenica passeggiando sulle montagne di casa, in una giornata splendida e mite. Da tempo avevo dicevo a Marlen che prima o poi ci saremmo andati e questa volta l’occasione è stata perfetta per una domenica di relax. Lasciamo l’auto a Valmadrera, saliamo alla frazione Belvedere e poi seguiamo la comoda mulattiera sino a S. Tommaso. Impossibile resistere ai prati che formano un eccezionale balcone affacciato sul piano. Riprendiamo poi a salire lungo il sentiero 4. Lo lasciamo brevemente, una volta raggiunto il crinale, per salire in vetta al Corno Occidentale e goderci un nuovo panorama sulle grigne e la città di Lecco. Proseguiamo ancora fino al rifugio S.E.V. e sul bel prato sottostante ci fermiamo per il pranzo. Ci si sta proprio bene, è caldo, l’erba è ancora verde e a farci da scenografia ora sono il Lago e il Rosa. C’è molta gente in giro, coppie con bimbi piccoli, anziani, skyrunners…ma è un ‘affollamento’ piacevole. Ci rimettiamo in marcia per calcare la cima del Corno Centrale e poi iniziamo la discesa verso Valmadrera per un sentiero più diretto. Ne è uscita una bella camminata su queste piccole montagne, a misura d’uomo, così vicine alla città. Vicinanza che con i suoi contrasti non fà che esaltare la bellezza dei luoghi.

Written by claus

6 Ottobre 2008 alle 12:46 pm

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