Archive for Settembre 2008
Val di Mello, Cochise + Kundalini
Giornata un po’ ‘così’ in Val di Mello. Partiamo al solito senza le idee chiare sul da farsi. Strada facendo decideremo poi per questa via. Il tempo è insignificante, nè brutto nè bello con nuvole basse a strati un po’ ovunque. Lasciata l’auto al termine della strada percorriamo la breve e piacevole camminata che conduce ai piedi delle Dimore degli Dei. C’è un po’ di traffico ma sono tutti diretti sull’adiacente Kundalini, quindi dovremo condividere solo un sosta. Nell’attesa si chiacchiera un po’ e finalmente si parte.Un lungo traverso a destra, tranquillo e ben proteggibile, porta ad una comoda sosta. Aspettiamo di nuovo il nostro turno e riparto io: traverso sotto il tetto dell’ala di pipistrello e poi prendo la fessura, da proteggere a nut, che permette di guadagnare, con un’uscita non banale, la prima sosta di Cochise. Tocca a Luca ma al primo spit decide di scendere e mi cede in blocco la via. Il primo tiro è rilassante con l’unica difficoltà sul passaggio iniziale, per il resto è una bella placca di movimento su svasi e “funghetti” , col culo ben parato. Il secondo, dopo qualche metro di giardinaggio oppone un singolo impegnativo per concatenare due concrezioni. Sul terzo tiro le difficoltà sono minori, compensate dalla chiodatura un po’ più lunga. Qua si conclude Cochise, a mio parere una via molto piacevole e ottimamente ri-attrezzata (a fix inox al posto dei tasselli da 8 usati in apertura), di media difficoltà, che propone un’arrampicata per nulla faticosa e passaggi di gran soddisfazione motoria.
1988. I giovanissimi locali imparano la nuova lezione.Maspes e Stefano Mogavero apprendono l’uso del perforatore e aprono dal basso un’altra via destinata a divenire classica, Cochise, una grossa variante diretta della classica Kundalini, lungo una placca già percorsa in precedenza da Massimo Sala e C. Il Sala perdona poi il sedicenne Rampikino che ripete l’Amplesso Complesso del Precipizio togliendo un misterioso spit aggiunto sul tiro chiave da ignoti… fonte valdimello.it / rampik
Se si chiude la salita a questo punto è una via da mezza giornata. Proseguendo sulla parte finale di Kundalini diventa un po’ più interessante. Tagliamo dal Bosco dei Folletti ritrovando un po’ di traffico. Da qui salgo una facile placca fessurata poi tocca a Luca su un lungo traverso a sinistra facilmente proteggibile. Di nuovo io sulla penultima lunghezza che presenta un passaggio di VI+ in dulfer oltre uno spigoletto. Lo stesso spigoletto che strozza le corde e costringe a tirare come animali da soma per guadagnare la sosta. Dopo un po’ di casino con l’altra cordata tocca a Luca uscire dalla via con un’ultima semplice lunghezza.
Torrioni del Biollè
Il giorno seguente, dopo una bella dormita e sveglia comoda andiamo ai Torrioni del Biollè. Il tempo è ottimo e questa volta l’ambiente è solare e amichevole. Lasciata l’auto alla fine della strada iniziamo una piacevolissima camminata a mezza costa. Attraversiamo splendidi boschi di faggi e betulle, prati, nuclei di vecchie baite e torrenti. Il panorama è ampio e spazia su tutta la valle, dalla pianura torinese fino alla Ciamarella. In mezzo a tanta meraviglia della natura , chi come me si diverte sulla pietra, non può non notare la gran quantità di giochi rocciosi disseminati sulle pendici di questi monti. Neanche a dirlo, su queste rocce, come su quelle della vicina Valle dell’Orco si abbattè l’onda rivoluzionaria del Nuovo Mattino. Tornando a noi invece, la mattinata è trascorsa tranquilla e fin troppo veloce, con gli avambracci ancora un po’ provati dal giorno prima.
E a questo punto non mi resta che ringraziare Marco per l’ospitalità e la compagnia.










