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Archive for Agosto 2008

Vallone di Sea, Parete dei Titani

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Parete dei TitaniDopo aver accantonato un progetto in quota decidiamo per una scalata su roccia. Compagno di cordata è Marco, che conoscerò di persona per l’occasione, dopo anni di conoscenza telematica. Raccolgo così l’invito ad andare nelle Valli di Lanzo. L’idea di andare a scalare in un posto nuovo mi attira molto. Leggo il poco materiale disponibile in rete per farmi un’idea delle possibilità nella zona e alla fine, per il primo giorno, propongo a Marco la Parete dei Titani nel vallone di Sea.
Parto di buon’ora, il viaggio è lunghetto ma fila veloce. Ci incontriamo e saliamo assieme fino al termine della strada che risale la Val Grande di Lanzo. Ci incamminiamo così verso l’imbocco del Vallone di Sea. Bastano pochi passi affinchè la valle mostri al viandante la sua durezza. A parte il sentiero di fondo valle non esiste altro segno di addomesticamento. Ovunque si guardi si vedono solo verticali e geometriche pareti di roccia scura, ripidi canaloni e boschi sospesi.
Guadare il torrente, gonfio e limaccioso, è il primo ostacolo. Saliamo poi in direzione della parete fino all’attacco della nostra Titanic fra i massi e la folta vegetazione. Il guado ci ha fatto perdere parecchio tempo, ma per fortuna non abbastanza da compromettere la salita.
Si parte col primo tiro, 6b, un diedro aperto cui segue un tetto atletico. Dalla sosta si prende il lunghissimo e regolare sistema di diedri e fessure che caratterizza tutta la via. Dopo un secondo tiro di 6b su fessurina di dita e diedro seguono quattro lunghezze di corda con difficoltà intorno al 6a+ e un’ultima di 6c. Numeri a parte, la cosa che mi ha impressionato di questa via è l’assoluta continuità: non un solo metro facile, ma lunghe sequenze di opposizioni, sostituzioni ed incastri su di una geometria verticale perfetta. Dall’uscita scendiamo velocemente alla base con alcune doppie aeree.
Ora non ci resta che riporre il materiale nello zaino e scendere a valle. La serata si concluderà con una pizza veloce e poi a letto presto.
Del Vallone di Sea mi è rimasta l’impressione di un mondo a sè, selvaggio, duro, con le sue regole. Sono contento e soddisfatto di essermici anche solo affacciato,seguendo le orme del mito,della storia,delle visionarie esplorazioni di Giampiero Motti e Giancarlo Grassi

Marco incastra Doppie dalla Parete dei Titani, Vallone di Sea Vallone di Sea

Written by claus

29 Agosto 2008 alle 1:02 pm

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Vacanze 2008 #4

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L’indomani è di nuovo giorno di relax. Passiamo oziosamente la mattinata girovagando un po’. Il pomeriggio decidiamo che per la sera si farà una bella grigliata. Compriamo una quantità indegna di carne di agnello appena macellato e un’ottima bottiglia di Montepulciano e partiamo in esplorazione con l’auto per trovarci il posto adatto (sarebbe troppo scontato farla in campeggio!). Facciamo un bel po’ di strada passando per luoghi affascinanti e selvaggi. Poco dopo S. Stefano Sessanio, nei pressi della Rocca di Calascio troviamo finalmente il posto che ci aggrada. Inutile dire che carne e vino sono stati davvero ottimi. Ora il problema sarebbe piuttosto capire se le poche ore di sonno che ci restano da dormire al rientro sia sufficienti a smaltire l’abbuffata. Il mattino dopo infatti andremo a scalare al Corno Grande.
Ad ogni modo alla mattina percorriamo la lunga strada fino a Campo Imperatore e ci incamminiamo un po’ intorpiditi. La giornata è, tanto per cambiare, perfetta. Un vento freddo ci terrà però compagnia per tutta la scalata. Trovato senza intoppi l’attacco dell’evidente spigolo SSE, ci copriamo con tutto quello che c’è nello zaino e partiamo veloci sperando di arrivare presto al sole, che non tarderà a darci sollievo col suo tepore. Nelle prime lunghezze non trovo soste così attrezzo interamente, l’arrampicata è nel più classico stile dolomitico, un po’ rude con talvolta qualche appiglio o appoggio da usare con cautela. La zona centrale dello spigolo riserva le maggiori difficoltà tecniche ma sopratutto di orientamento. Devo cercare un traverso a sinistra a prendere un diedro. Il primo tentativo fallisce, non è quello giusto e devo ritornare sui miei passi. Poi Marlen intuisce il passaggio che si rivela corretto. La salita riprende così più spedita.E’ semplicemente tutto bello e l’ambiente è di prim’ordine. Raggiunta la vetta occidentale proseguiamo ancora per cresta in conserva e, ormai in vista della vetta principale ci sleghiamo.
Finalmente calchiamo la cima di questa bella montagna. Dopo una salita in completa solitudine fa un po’ strano trovare un piccola folla di escursionisti assiepati intorno alla croce. Ci soffermiamo qui un bel po’, mangiamo, firmiamo il libro, e ci godiamo il sole e lo splendido panorama. La discesa non sarà brevissima. Lasciamo il sentiero affollato per seguire la lunga cresta W. Finita finalemente la roccia ci resta solo una lunga camminata per prati da cui possiamo ammirare la linea appena salita. Arriviamo all’auto stanchi ma più che soddisfatti. Una bella doccia e una buona cena sarà il modo migliore per concludere la giornata. Con questa scalata è anche terminata il nostro soggiorno sul Gran Sasso…il giorno dopo “via!verso nuove avventure!”

Written by claus

29 Agosto 2008 alle 12:08 pm

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Grignetta, giro del Fungo

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Per questa domenica eravamo orientati su qualcosa di tranquillo e vicino casa. La scelta ricade sulla Grignetta. Decidiamo per il giro del Fungo per una combinazione tranquilla che permette di salire in sequenza la Torre, il Fungo e la Lancia, raccordando le tre vie con alcune calate in doppia. La giornata è splendida, non una nuvola e una piacevole temperatura. Percorriamo la solita Direttissima e poi il sentierino fino all’attacco della via Corti alla Torre. Dalla cima della Torre ci caliamo all’attacco della via normale al Fungo. Con l’ultima estetica lunghezza, che aggira il grande tetto, raggiungiamo la sommità e ci ritroviamo assieme a mangiare e godere del caldo sole. Poi, dopo l’inflazionata doppia nel vuoto, saliamo gli ultimi due tiri della giornata che ci consegnano alla cima della Lancia. Fatta l’ultima doppia, recuperiamo gli zaini e ci incamminiamo verso l’auto. La giornata si conclude seduti tranquillamente al sole con pizza e cocacola.

foto di Signalkuppe

Written by claus

26 Agosto 2008 alle 12:45 pm

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Vacanze 2008 #3

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Questa volta da Prati di Tivo prendiamo la seggiovia. Dalla stazione raggiungiamo velocemente la base della Prima Spalla fino all’attacco di Attenti alle clessidre. La salita si svolge per belle placche bianche, puntellate di provvidenziali clessidre da inseguire e rinviare. Alla fine si rivelerà la prima, fra le vie che ho percorso sin’ora, in cui non incontro un solo grammo di ferro!

E’ un’altra giornata di cielo terso e brezza fresca, la parete è aperta e solare e questa volta è tutta per noi. Davvero magnifico. Fino a metà parete troviamo qualche cordone in clessidra, poi probabilemte piego troppo a destra e per 4 lunghezze non trovo nessuna traccia di passaggio nè soste. Proteggiamo comunque bene con clessidre, tricams e friends. Per facili ma bellissime placche usciamo infine in vetta. Ci sleghiamo e ci godiamo un po’ di riposo mangiando qualcosa. Sistemato il materiale facciamo il punto per la discesa. Le doppie sono da escludere, sarebbe una ravanata. Prendiamo un erto sentiero che con bel percorso ci conduce fino alla Sella Due Corni. Da qui, passando per il rifugio Franchetti, scendiamo come fulmini per prendere la seggiovia (la maledetta chiude prestissimo!). All’auto finalmente possiamo riposarci e bere. Siamo davvero soddisfatti. Ci fermiamo di nuovo in paese per la spesa di cose buone e poi rientriamo alla base. Rientro che ci ha visti coinvolti in una comica avventura stradale per aver letto distrattamente le indicazioni…

Written by claus

24 Agosto 2008 alle 6:21 pm

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Vacanze 2008 #2

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Il giorno seguente è dedicato a relax, esplorazione e buona tavola. Partiamo in auto con l’idea di raggiungere un lago visto mentre arrampicavamo.  Saliamo così al valico delle Capannelle con la sua strada tortuosa, attraversando un paesaggio aspro e deserto, ad eccezione delle greggi di pecore e di qualche pastore solitario. Scendiamo poi sul versante teramese e risaliamo di nuovo fino a raggiungere finalmente il Lago di Campotosto. L’idea era quella di fare il bagno ma, visto che non pare una cosa così semplice, ci dedichiamo a contornarlo interamente, dividendo a volte la carreggiata con vacche, tori o pecore, e visitando i paesi che vi si affacciano. Ci fermiamo per il pranzo ad uno di questi e poi si fa siesta sul lago all’ombra di un bel faggio.

Rientriamo con calma, doccia, cambio vestiti e usciamo a cena. Ci fermiamo ad Assergi. Scelto il ristorante visitiamo prima il piccolo nucleo, davvero meritevole. La cena, a base di carni,formaggi e vino abruzzesi, si rivelerà ottima e al di sopra le aspettative. Non ci resta che andare a dormire, il giorno dopo infatti andremo a scalare di nuovo sulla fantastica roccia del Corno Piccolo.

foto di Giulio Speranza e terlizzi_michele

Written by claus

22 Agosto 2008 alle 11:53 am

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Vacanze 2008 #1

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Mi ricordo che alle scuole elementari, puntualmente ad ogni inizio d’anno, la maestra sottoponeva ai suoi alunni una specie di domanda chiusa su dove avevano trascorso le vacanze estive, mare, monti, campagna, lago, cose così. Quest’anno potremmo spuntare tutte le opzioni. Nella mappa qui sotto mi divertirò a mettere una puntina su ogni luogo in cui siamo stati.


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Abbiamo organizzato tutto all’ultimo e ci è venuto proprio bene. Dopo un giorno e mezzo di preparazione di bagagli e materiali, partiamo alla volta del centro Italia, di notte, col cruscotto pieno di guide e cartine.

La prima tappa sarà il Gran Sasso d’Italia. Qui ad un campeggio sul versante di Campo Imperatore. Raggiungiamo l’Aquila in mattinata,sistemiamo la tenda, ci riposiamo un po’ e poi andiamo subito a spasso. Decidiamo che l’indomani andremo subito a saggiare la roccia.

La sera spulciamo quindi la guida per scegliere la via e riempiamo gli zaini con tutta la mercanzia. Si va alla Seconda Spalla del Corno Piccolo. L’accesso a questa struttura avviene da Prati di Tivo, sul versante opposto a quello in cui facciamo base. Di buon mattino ci facciamo i 50km di curve e tornati per andare di là. Snobbiamo la funivia e saliamo tranquilli per una bella dorsale. Il panorama, per noi insolito, è spettacolare. Montagne di tremila metri, tutto l’appennino ai piedi e il mare sempre sullo sfondo!
Raggiunta la base della parete sono davvero impressionato dalla sua bellezza, eleganza e purenza di forme. Sembra un unico monolite, bianchissimo, liscio e tondeggiante. Attacchiamo una classicona anni ‘30 o giù di lì, in diedro e camino. E’ domenica e ci sono altre cordate in giro, così ne approfitteremo lungo la salita per carpire informazioni dai locals su scalate, ristoranti e posti da vedere. Finiamo la via con tutta calma, con tanto di siesta ad una comoda cengia al penultimo tiro. Per la discesa scegliamo il canale Bonacossa, non è difficile, ma stressante per le scariche; più giù una quindicina di metri li superiamo in doppia. Recuperiamo gli zaini e ci avviamo verso valle ritrovando una coppia di climber incontrati sul sentiero la mattina. Si conclude così, con gran soddisfazione, la nostra prima avventura su questa bella montagna.
La giornanta è ancora lunga così esploriamo una falesia vista dall’auto salendo. La falesia non è gran che, ma il bosco di faggi secolari in cui è immersa sembra “la dimora di mille folletti” (by Marlen). Scendiamo al paese di Pietracamela, primo della lunga serie di splendidi borghi visitati durante il nostro viaggio. E’ il tipico paesello di queste zone, aggrappato al fianco della montagna, coi muri di pietra bianca e i tetti falde con i coppi. Ci imbattiamo anche nelle pitture rupestri di una artista locale degli anni ‘70 e in una bella falesia proprio in mezzo al paese. Prima di rientrare alla base facciamo spesa di salumi e formaggi locali per la cena.

Il gruppo del Gran Sasso Gran Sasso

Written by claus

19 Agosto 2008 alle 5:57 pm

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