Archive for Aprile 2007
Grignetta, Mongolfiera Cecilia Cinquentenario
Partiamo decisi e carichi di tutto, friends microfriends stoppers micronuts ballnuts chiodi martello staffe 20 coppie e 2 corde, diretti verso la sconosciuta Mongolfiera a tentare di salire la ancor più sconosciuta e dimenticata Via dei Ragni. Nel canalone del diavolo, non banale, sbagliamo la diramazione del canale da prendere. Arrivati alla base della S della mongolfiera siamo costretti ad un lungo e pericoloso traveso ed altri ostici passaggi da fare slegati e carichi come muli. Arriviamo finalmente all’attacco e partiamo. Una fessura strapiombante difende la S1 e soprattutto ci stringe il culo dalla paura. 40m di A1 e A2 e passaggi in libera, roccia friabile, chiodatura da far rizzare i capelli, con chiodi infissi per metà,chiodini rugginosi ecc…quasi nulla la possibilità di aggiungere chiodi o altre diavolerie.E per condire la L1 una bella sosta precaria. Tanto basta a farci capire il motivo per cui la via conti pochissime ripetizioni…decidiamo che di pericoli ne abbiamo corsi abbastanza e che non ne vale la pena. Quindi non senza altre difficoltà ci tiriamo fuori da quel postaccio.Varcata la forcella Cecilia-Rosalba torniamo bruscamente alla civiltà con orde di escursionisti che salgono al Rosalba. Curioso vedere come in mezz’ora e poche centinaia di metri si possa passare tra due posti così diversi. Dopo un riposino saliamo il Cinquantenario per la normale in scarpe da corsa e conserva lunga. Scendiamo alla forcella e per lo spigolo Marimonti saliamo la Torre Cecilia. Una doppia comoda e un’oretta di relax al rifugio. Rientro piacevole dal sentiero delle foppe.
Falesia del tramonto
Due settimane fa ci ero andato in uno stato di forma pessimo e quindi l’avevo bocciata. Oggi invece l’ho rivalutata ed apprezzata soprattutto perchè sto tornando a tenermi su livelli decenti. Mezza giornata di arrampicata molto produttiva, caldo ma sopoortabile. Domani si va in grignetta, la meta è piuttosto ardita ma ve la svelerò solo in caso di successo!
Zucco Pesciola, via Patrizia
Per mettere d’accordo tutti e tre (le proposte variavano dal Precipizio degli Asteroidi alla Grignetta) ho scelto questa via nuova in Valsassina. Saliamo con passo più che spedito verso i piani di bobbio ed in meno di due ore ci portiamo all’attacco della via posto lungo il sentiero degli stradini. Il tempo è inclemente, visibilità nulla e gran freddo. Poco male, daranno più impegno alla salita. Ecco la sequenza delle lunghezze. L1,25m pochi metri facili conducono dentro un’ostica spaccatura, la si segue (V+) obliquando poi a sx e più facilmente in verticale verso la sosta. L2,15m tratto di raccordo (II) interrotto da un bel muretto (V+) L3,20m IV V+ IV L4,30m raccordo su infido prato ripido, usato un nut L5,20m, tiro chiave, ci si alza su un gradino alla base di una pancia (V+) e la si supera lungo una spaccatura (6a+) poi più semplice (V+) e per crestina fino in sosta (IV) L6,25m fessura-camino divertente (IV) L7,15m tratto facile (III) L8, roccia articolata a tratti friabile, attenzione (IV+) L9, ultimo tiro facile con alcuni blocchi instabili, attenzione! (III+). La roccia è molto bella, dolomia bianchissima, erosa e rugosa, compatta ma con alcuni tratti pericolosi sui tiri alti per la presenza di rocce malferme e detrito grosso. Attrezzatura ottima. La discesa ci ha riservato una bella avventura.Usciti dalla via con visibilità nulla raggiungiamo una cresta non meglio identificata e per infide ed esposte cengete ci abbassiamo in quello che crediamo essere il vallone dei camosci. In realtà, visto che non si vede una mazza e non si capisce dove siamo, stiamo scendendo verso la bergamasca, per cui ci siamo beccati tutto l’anello fino alla bocchetta dei mughi, poi la discesa dal vallone della corna grande e finalmente siamo tornati ai piani. Per fortuna che a metà della noiosa gippabile di ritorno siamo stati ospitati nell’accagliente cassone di un pick-up utilizzato per il trasporto di animali e simili.
Magnaghi e Sigaro Dones
Oggi finalmente sono tornato sulle amate torri della Grignetta. Prima un giro sui Torrioni Magnaghi per vie già salite poi ritorno alla forcella Sigaro-Magnaghi a doppie e salita al Sigaro per la variante Boga alla normale. Sul Sigaro non ci ero mai salito in precedenza anche se ho sempre trovato attraenti le forme di questa struttura e le sue linee di salita tutte impegnative ed esposte. Sulle vie già ripetute non mi dilungo, spendo invece due parole per la bella salita al Sigaro. L1+L2 Dall’attacco per rocce semplici (III) ci si porta alla base del profondo camino che divide Sigaro e Primo Magnaghi, lo si risale con passaggi atletici e faticosi fino a spaccare sul Sigaro (IV), con un risalto verticale si giunge in sosta poco a sx dello spigolo (IV+). L3 Si traversa a sx per poi salire per parete verticale fino in sosta (V). L4 Dalla sosta si sale a sx in massima esposizione su roccia fantastica (IV+), poi per divertenti rocce erose (III+) si arriva in vetta. Se si scende verso W sono attrezzate due calate da 50m entrambe per la maggior parte nel vuoto.
Arcegno
La zona del locarnese continua a regalarci belle sorprese rocciose. Oggi siamo stati alla falesia di Arcegno, pochi chilometri sopra Locarno. Posto veramente bello bello. Ci sono una decina di strutture di vario tipo all’interno di un’area boschiva protetta. E’ tranquillo silenzioso e rilassante. La roccia è ottima, gneiss molto ruvido, compatto e con una leggera sfumatura rosa. L’arrampicata è varia e per ogni gusto. Dai tiri facilissimi a molte lunghezze estreme. Sui gradi medi c’è un po’ di tutto, placconi mellici, muri tecnici, strapiombi, vie per fessure e lame.Proprio un bel posto per arrampicare, ve lo consiglio!
Pizzo Ferrè e Val Maggia
Venerdì siamo tornati in zona Spluga. Destinazione il Pizzo Ferrè dalla Val Loga per il bivacco Cecchini. Giornata davvero strepitosa, non una nuvola nè un po’ di vento; in tante gite fatte allo Spluga non ho mai trovato un tempo così bello. Gli sci sono fuori uso quindi per l’occasione siamo muniti di ciaspole. Bella gita in ambiente grandioso e panorama a 360°. Sabato invece scendiamo decisamente di quota e andiamo ad arrampicare sulle belle strutture della Valle Maggia. Sole, caldo e roccia per un’altra bella giornata, finale rinfrescante sulle rive del torrente.
Fünffingerstöck
Giornata di sole e caldo al nord delle alpi a dispetto della pioggia qua a sud. Nella parta bassa ho capito come si sente un pollo che cuoce nel micro-onde. Arrivato poi al colle, forse tratto in inganno dal nome esotico della cima, mi aspettavo un finale in grande stile. Ad ogni modo confermo che la salita non da tregua dall’inizio e fino in vetta. La discesa ci ha regalato qualche bella curva, certo con un timing da veri stacanovisti della tessilfoca avremmo trovato condizioni da urlo. La valle merita sicuramente altre incursioni sci ai piedi. Un pensiero al mio povero sci perito senza lamento alcuno mentre mi riconduceva a valle da una vetta con il nome impronunciabile. Forse nei prossimi giorni pochi fortunati potranno addirittura vedermi aggirare per monti con ai piedi delle ciaspole.














