Archive for Febbraio 2007
2 anni
non vi spaventate non è la ricorrenza annuale di un’improbabile storia d’amore. Però sono due anni che questo sito è in rete. Da qualche tempo ha raggiunto una forma stabile ed ha trovato una fissa dimora. Spendo due parole per raccontare la travagliata nascita del blog. Leggi il seguito di questo post »
Cascata di Campsut
In barba a questo pazzo inverno sabato siamo andati a caccia di ghiaccio. Sapevamo che in giro le condizioni erano disastrose e alla fine la scelta è ricaduta sulla cascata di Campsut in Val d’Avers. Il posto è molto bello e comodo da raggiungere, la valle è selvaggia e poco frequentata. Le condizioni del flusso sono in generale non buone con tratti pericolosi e delicati e con protezioni precarie. Ad ogni modo si è scalato. Nella zona sono presenti diverse colate, si trova qualche sosta a fix (da controllare) e con corde da 60 ci si cala dagli alberi sul pianoro in cima. L’ultima calata ci ha riservato un adrenalinico superamento di alcune preoccupanti candele pensili…
Piz Scalotta
Oggi dopo un po’ di assenza sono tornato sugli sci. La scelta della meta è stata abbastanza travagliata sia per le condizioni nivo-meteo da valutare sia per riuscire a mettere d’accordo tutti. Alla fine conveniamo su questa vetta dell’Engadina. Alla partenza il tempo è ancora incerto e il vento a tratti forte e fastidioso. Ma ben presto sole caldo e cielo sereno ci accolgono ed accompagnano fino in cima. La salita fila tranquilla e ci si alterna a condurre la fila. In vetta gran bel panorama e temperatura gradevole. Discesa con qualche tratto orgasmico, per il resto crostone non portante con pochi altri tratti decenti. Vista la stagione lamentarsi è proibito! In conclusione un’altra bella giornata in montagna. Partecipanti, oltre a me, Francesco, Luca, Tommaso e Simone. Questa è la mia relazione su Skirando
Sasso d’Erba
Giornata abbastanza fredda e grigia ideale per questo sassone vicino casa. Non ero mai stato al Sasso d’Erba e devo dire, a discapito di quanto ho sentito in giro, che in dei conti è un posto carino. Si alcuni tiri sono unti ma salibili senza troppi problemi, per esempio Dell’Oro , 5c, ha un’uscita bella sebbene unta. Salite anche le altre linee sul lato sud e Vireu, 6b+ sul lato nord
Dito Dones via Diedro Obliquo
Oggi bella giornata di arrampicata su questa estetica struttura della Valsassina. Tempo bello, temperatura mite e ben ventilato. Arriviamo alla base della via con una mezzoretta di piacevola camminata per prati e boschi. Saliamo prima le prime tre lunghezze della Via Lunga per portarci così all’attacco di Diedro Obliquo. Questa un breve racconto dei tiri: L1 inizialmente una placchetta poi si rimonta un ripido muro e si traversa a sx fino allo spigolo, da qui facilmente in sosta (V,25m) L2 facile tiro di raccordo L3 bel tiro su roccia erosa e lavorata con fantastiche buche da lettera (IV,30m). Da qui con un esposto traverso a sx attrezzato con cavo ci portiamo sulla cengia alla base del diedro. L4 Elegante diedro, a tratti strapiombante, che si supera con arrampicata entusiasmante e continua (5c,25m). L5 Si prosegue nel diedro con arrampicata sempre molto continua, si rimonta lo strapiombino e si sosta su comoda cengia (5c,25m). Traversare ora nuovamente a sx per cengia. L6 Tiro chiave, rimontare il diedro-fessura che sale obliquamente a dx e superare la successiva delicata placca sotto il tetto (A0) da qui affrontare il tetto a sx (6a+/A0) e poi per diedro più articolato guadagnare la comoda sosta (6a+/5c,A0 25m). L7 Un muretto verticale ed esposto ma appigliato ed un successivo stretto camino conducono in vetta. Noi siamo scesi a piedi per cengette strette e molto esposte attrezzate con catene. Raccomando caldamente di autoassicurarsi! In conclusione un’ottima giornata, via bella con roccia super!
Cresta Segantini invernale
Appena guarito da febbre e raffreddore e dopo una settimana di inattività era proprio quello che ci voleva. Partiamo presto e alle 8.30 circa siamo al colle Valsecchi. Cielo sereno, freddo piacevole e nessuno in giro a parte numerosi giovani camosci. Unico intoppo la mia caduta giù per un canale ghiacciato, per fortuna ho arrestato la caduta in una decina di metri prima ancora di iniziare a frenare con la picca.Attacchiamo seguiti a breve distanza da tre bergamaschi. Saliamo il primo stretto camino in conserva un po’ intorpidi come sempre ai primi metri. Sempre in conserva rimontiamo lo strapiombino bisunto e filiamo veloci lungo la cresta facendoci sicura sui tratti più delicati. Poco prima del canalone della lingua troviamo condizioni delicate con neve polverosa e vetrato che superiamo con alcune lunghezze di corda fino a calarci nel canale. Da qui lascio il tracciato originale per salire un bel tiro di misto con una goulottina finale. Finita la corda pianto un chiodo nell’unica fessurina decente e recupero il mio compagno. Ripartiamo per roccia fino alla ‘ghiacciaia’ e scendiamo arrampicando alla base dell’ultimo salto che superiamo sempre in conserva fino alla vetta.
E’ stata una salita di soddisfazione, le condizioni erano abbastanza buone anche se la neve caduta in settimana ha reso insidiosa la parte superiore della via, costringendoci talvolta a pulire appoggi e appigli. Il tempo, a parte un passaggio nuvoloso in mattinata accompagnato da vento gelido, è stato bello regalandoci il solito bel panorama della Grigna.
Materiale utilizzato: 40m di corda,6 rinvii,friends 0.5,0.75,1,2; un paio di nut piccoli, un chiodo di sosta, qualche cordino, martello-piccozza e ramponi . N.B. essendo una salita di misto le condizioni possono cambiare in maniera considerevole e di conseguenza il materiale da portare!
Pizzo Boga via R2 Monza
Su questa parete avevo sentito pareri molto discordanti, variabili tra “posto da evitare” a “bello, facci un giro”. Ieri sono andato con Marlen a verificare di persona, percorrendo la via R2 Monza. Il Pizzo Boga si raggiunge comodamente da Laorca salendo prima all’ex rifugio medale proseguendo poi sulla strada di servizio alle reti paramassi. Giunti sotto la vericale del pizzo si prende una traccia sx che parte parallelamente ad un canale di scolo. Ecco una breve descrizione dei tiri: L1 rocce articolate e bel diedro (III e IV) , L2 Salire in conserva fino al boschetto sopra il primo risalto e traversare a sx. L3 placca con lame, unto, (IV e IV+) evitabile a sx (III). L4 facile e breve muretto (III) e poi in conserva su sfasciumi traversando a dx. L5 ed L6 su belle placche fessurate (IV+). Giunti alla base della placca bianca abbiamo salito l’utlima lunghezza della G.H. (V+ o A0 poi III e IV) e poi per cresta facile fino in cima. Tutto sommato è stata una bella arrampicata, non conoscendo la parete abbiamo perso un po’ di tempo nei traversi di raccordo. Il pizzo Boga è un posto proprio fuori moda (chiodatura, tipo di vie…) , ma ottimo per arrampicare in inverno evitando la ressa dell’Antimedale. La chiodatura parsimoniosa contribuisce a rendere più gustosa la salita essendo necessario integrare le protezioni (utili friends e dadi medi e piccoli).Per dare un’idea, la maggior parte delle vie in Grignetta sono ben più chiodate.





























