Valle del Drogo
Dalla statale 36 dello Spluga, raggiunto San Giacomo Filippo, si svolta sulla sinistra (indicazione per Olmo e S.Bernardo). Si prosegue per 8km fino a raggiungere, dopo una bella dose di tornanti, la centrale elettrica di S. Bernardo. Qui si può parcheggiare l'auto. Il sentiero parte proprio da qui (indicazioni per la Capanna Carlo Emilio) a quota 1045. Si passa al fianco della centrale e della condotta forzata , poi si sale nel bosco costeggiando il torrente Drogo. Dopo questo primo tratto il bosco si dirada per lasciare spazio ad una zona pianeggiante adibita a pascolo, qui sorge anche un villaggio ancora abitato (fontane). Superate le baite e i pascoli si riprende a salire. In questo punto si potrebbe temporaneamente perdere la traccia. La si ritrova facilmente puntando a NO in direzione del ripido pendio sottostante al bacino del Truzzo. La mulattiera ci porta con pendenza costante e numerosi tornanti da 1250m ai 2050m del pianoro al di sotto dello sbarramento. Si costeggiano gli edifici di servizio della diga e con una scalinata a lato dello sbarramento ci si porta alla sua sommità. Da qui il sentiero segue la sponda sudoccidentale dell'invaso e con qualche tratto ripido conduce in breve al rifugio Carlo Emilio (2150m), sulla riva del piccolo Lago Nero. Dal rifugio si prosegue alla volta del Passo del Servizio (2584m). Costeggiato per intero il Lago si punta verso l'Avert Truzzo (2015m , 3 baite) per poi percorre tutta valle del Truzzo costeggiandone il torrente. In questo tratto la pendenza è decisamente ridotta (per ora!). Raggiunta quota 2200m il sentiero punta dritto su un ripido costone di magro pascolo e detriti mobili (prestare attenzione nel seguire i segnavia) sul lato sinistro di un canale. Risalito con molta fatica il costone si giunge ad un passaggio su roccia piuttosto esposto. A disgelo ultimato, nonostante i detriti mobili e l'esposizione si passa con attenzione ma senza troppi problemi. Con la neve invece mi ha creato non pochi problemi tanto che, dati i rischi e complice anche l'imminenza di un gran temporale , ho deciso di fare dietrofront e ritornare rapidamente (ci sono almeno 3h di discesa) in fondovalle.
Valle dei Ratti
E' una valle poco conosciuta e frequentata posta tra la val Codera e la celebre val Masino. Il modo migliore per attraversare la parte bassa della valle è seguire il tracciato del Sentiero Italia. Il sentiero parte da Verceia, sulla sponda oriantale del lago di Novate Mezzola. In auto si può proseguire per qualche km verso la frazione di Vico, dove la carrabile si interrompe ed è possibile parcheggiare. In questo modo la quota di partenza è di circa 625m . In circa 1.30-2.00h si raggiunge Frasnedo (1250m) su mulattiera ben segnata. Lungo questo tratto si incontrano i binari del "Tracciolino".Da qui si prosegue con qualche saliscendi sempre sulla destra idrografica della valle. Superata l'alpe di Primalpia si riprende a salire in maniera abbastanza decisa su un costone erboso in direzione NE. Al termine di questo tratto si stacca una traccia secondaria che sale con qualche tornante alla Capanna Volta dalla destra idrografica. L'itinerario principale punta invece a ESE passando sulla sinistra idrografica. Dopo un centinaio di metri di dislivello si incontra un nuovo bivio (segnato), a sinistra si va alla Capanna Volta (2212m) a destra si punta al passo di Primalpia (2476m). Qui la segnaletica si riduce abbastanza e occore prestare attenzione per non imboccare il canale sbagliato (come abbiamo appunto fatto noi!). Proseguendo sempre per il passo di Primalpia si incontra un tratto attrezzato con catene fisse che permettono di scendere da un intaglio abbastanza esposto. Dopo aver attraversato un torrente (è quello che esce dal lago ai piedi del passo…ma noi non lo sapevamo!) ci si dirige ai piedi di uno sperone roccioso alto circa 50m dalle pareti verticali; questo è il punto in cui bisogna stare più attenti per quanto riguarda l'orientamento. Infatti sotto la parete rocciosa la traccia fa un tornante stretto (i bolli ci sono ma non si vedono) e senza aggirare lo sperone bisongna proseguire nella stessa valle del torrente ai piedi del tratto attrezzato (sulla dx idrografica). superato questo tratto diventa poi difficile sbagliare. Questo l'abbiamo però scoperto a nostre spese…infatti giunti sotto lo sperone roccioso l'abbiamo aggirato sulla sua sinistra. Qui abbiamo trovato un canale stretto (alla base è largo circa 20m l'uscita non più di 7m) coperto da una slavina e con fondo di detriti mobili. Decidiamo di risalirlo, il primo tratto è abbastanza agevole poi la pendenza aumenta e diventa decisamente faticoso. Giunti a tre quarti del canale incontrimo quelche passaggio su roccette reso poco simpatico dalla neve. Guadagnamo faticosamente ancora qualche metro per scoprire che non si passa oltre. A dx e a sx del canale le pareti non permettono di uscirne, in alto il canale si stringe ancora e il manto nevoso non ispira ficucia. Non resta quindi che invertire il senso di marcia. [ Da cartografia dettagliata ho poi scoperto che il canale in questione conduce alla Bocchetta di Spluga (2536m) sulla cresta meridionale della Cima del Calvo (2967m)]. Non contenti decidiamo di raggiunge il Bivacco Primalpia (1980m). Usciamo dal canale, risaliamo l'intaglio con le catene e qui troviamo la traccia che in traverso conduce al bivacco. Dopo una sosta riprendiamo la lunga discesa verso Frasnedo e Verceia per un sentiero che si ricongiunge poi all'itenerario seguito in salita.
Val Darengo
Il sentiero inizia in località Dangri (650m ; Comune di Livo).In teoria l'auto andrebbe lasciata 3-4 km prima, a Casniolo, poichè da qui in poi il transito è vietato a causa del mancato collaudo dell'ultimo tratto di strada. Se si decide invece di ignorare il divieto, alla fine della strada, vicino al Crotto Dangri, si trova un parcheggio. Il percorso inizia, subito dopo aver attraversato il torrente, con una ripida e tortuosa mulattiera, che porta prima alla chiesa della Madonna di Livo e poi all'abitato di Baggio (950m); qui è possibile rifornirsi d'acqua. Da qui il sentiero prosegue a mezza costa in traverso lungo la sinistra idrografica della valle. Al ponte di Borgo (960m) si passa invece sulla destra idrografica. Da qui si risale leggermente per proseguire di nuovo in traverso parallelamente al torrente in un bosco di faggi. Poco dopo il limite superiore del bosco si raggiunge l'alpe di Darengo (1400m circa) posta su un declivio erboso da cui è già possibile vedere le creste che delimitano l'anfiteatro del lago Darengo. Da qui il sentiero punta a Nord-Ovest, attraversa i pascoli e risale abbastaza ripido in direzione Nord. E' già ben visibile il poggio su cui sorge la Capanna Como(1790m). In breve si raggiunge prima l'Avert di Darengo e poi la Capanna Como. Sulla riva del lago è posto un cartello con le indicazioni per il passo dell'Orso e della Crocetta. Io ho proseguito per il Passo dell'Orso. Il sentiero si fa più impegnativo, la segnaletica è limitatà a qualche vecchio bollo e omini di pietra, comunque il passo è già ben visibile dal lago. Si supera qualche roccetta e poi si procede su sfasciumi e detriti sotto la parete nord del Pizzo della Gratella fino al passo (2152m). Prestare attenzione, in periodo primaverile, alle scariche di sassi dalla parete. Dal passo dell'Orso si può procedere con un lungo percorso verso la val Cama e il Rifugio Miralago (in territorio elvetico)